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martedì 25 giugno 2019

Attualità lunedì 29 maggio 2017 ore 17:35

Il vicino di Leo Messi abitava in Valdera

Leo Messi con la maglia dell'Argentina

Alejandro Rodriguez, attore e cantante, è conosciuto in Toscana e nel mondo: "L'ultima volta che ho incontrato Leo? A Natale"



ROSARIO (ARGENTINA) — "L'ho visto giocare, benissimo, in piazza. Avrà avuto otto anni, era piccolissimo. Non avevo capito che quello sarebbe diventato il più grande giocatore della storia del calcio". Quel piccoletto era Lionel Messi del Barcellona. Cinque palloni d'oro e trenta trofei vinti con la squadra spagnola.

Quello che osservava era invece Alejandro Tomas Rodriguez, 37 anni, attore e cantante. La scena appena raccontata si svolse nel 1995 a Rosario, in Argentina. Terra madre sia di Leo che di Ale.

"Lio Messi è tutt'ora il mio vicino di casa, le nostre famiglie vivono una di fronte all'altra a Rosario - ha raccontato - la gente conosce più lui di me, quindi è più corretto dire che sono io il suo vicino. La famiglia di Messi è arrivata dopo nel nostro quartiere, Saladillo - Tiro Suizo".

Rodriguez per una decina d'anni ha abitato in Valdera, a Pontedera, fino al 2015. Era uno degli interpreti principali del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards. Di lui avevamo già parlato in questa lunga intervista della serie Tutto il mondo è Valdera.

Dopo la lunga esperienza in Italia Rodriguez ha fatto i bagagli e adesso gira il mondo. Insieme al collega francese Robin Gentien ha creato il duo musicale Engine (nel frattempo divenuto un trio con Pierre Lauth Karlsson) che, attraverso un approccio teatrale al palco, propone canzoni collegate tra loro, che raccontano una storia. In pratica, concept album. Sia Alejandro che Robin si accompagnano con la chitarra. I testi delle canzoni sono in spagnolo, inglese e francese, tessuti con ritmi latinoamericani e dinamiche rock. Di loro e delle loro tematiche i tre Engine hanno detto: "Ironia, amarezza, speranza e disperazione politica. Ci chiediamo se stiamo girando intorno alla terra o intorno alla testa".

"Una volta - ha ripreso Rodriguez parlando di Messi - l'ho visto giocare a pallone in piazza. Giocava molto bene. Era piccolino, di statura ed età. Aveva otto anni immagino. Mi sono reso conto molto tardi che quel bimbo che avevo visto in piazza era il Lio Messi del Barcellona". 

"Più tardi ho chiesto agli amici e tutti mi dicevano, ma certo Ale! Svegliati! E' Leo Messi! E poi mi dicevano cose come: Messi era il ragazzo della mia sorella. Oppure, ho giocato con Messi alla playstation. O ancora, giocavamo insieme al calcio nel Newells, andava a scuola con mio cugino. Tutte queste storie sono vere e nutrono il mito vivente del calciatore più grande della storia che vive di fronte a casa mia". 

L'ultima volta che Alejandro si è trovato insieme a Messi è stata pochi mesi fa: "L'ho visto la notte di Natale, verso le quattro. Ho parcheggiato l'auto e lui stava parlando con gli amici sul marciapiede di fronte casa. Abbiamo parlato un po' insieme". 

"Quella notte il quartiere era tranquillo, così Leo poteva stare tranquillamente per strada. Anche se era notte faceva un caldo terribile (in Argentina dicembre è un mese estivo, ndr). Leo mi ha salutato e mi ha detto che gli piace il mio gruppo, Engine. Non so come aveva saputo cosa facessi". 

"Ho colto la palla al balzo e gli ho chiesto di condividere il nostro disco sui suoi social (Messi su Instagram ha 72 milioni di follower, ndr). Mi ha detto "Lo que hacen es muy original”. Non so se ha postato qualcosa. Quel che ha detto lo ha detto forse perché era ubriaco, o forse lo pensa davvero. Alcune canzoni sono molto rosarinas. Io quando canto in castellano canto con accento rosarino. L'accento non lo cambi anche se stai fuori di casa per tanti anni".

Rodriguez ha raccontato un episodio negativo che ha visto involontaria protagonista la famiglia Messi: "Poco tempo fa hanno sparato di fronte alla loro casa. Io non c’ero. Mia madre me l'ha raccontato al telefono, poi ho visto i buchi nei muri. Nessuno è morto. E' stata una sorta di avvertimento".

Per quanto riguarda Rosario Rodriguez ha spiegato: "Si spaccia cocaina in grandi quantità. E' diventata una città più violenta con la manifatturazione della merca (la coca, ndr). Le mie canzoni sono muy rosarinas, perché hanno i paesaggi di quella città nelle parole. Per il resto delle città argentine, Rosario è sempre stata considerata un paesino che vuole diventare una metropoli. Ad ogni modo Rosario è la città di Ernesto Che Guevara, Lionel Messi ed Alejandro Tomas Rodriguez, il cantante di Engine!".

Chi vuole scoprire questo artista e gli Engine trova in fondo all'articolo due link di Youtube. A breve è possibile vedere gli Engine dal vivo: il trio sarà in Italia tra pochi giorni: domenica 11 giugno a Bologna, martedì 13 giugno a Pisa al Teatro Rossi Occupato e venerdì 16 giugno a Firenze, Villa Romana.

René Pierotti
© Riproduzione riservata

Engine - Un día más sobre la Tierra - Video EP
Engine - La Negra Chola


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