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Attualità venerdì 15 gennaio 2021 ore 16:28

L'assessore regionale Monni in visita alla Revet

Monia Monni in visita alla Revet
Monia Monni in visita alla Revet

Economia circolare e rifiuti, lo stabilimento della Valdera dal 2022 assorbirà l’intera produzione regionale di raccolta differenziata multimateriale



PONTEDERA — Orgogliosi che questa realtà di eccellenza sia toscana. Revet è un esempio concreto di come la filiera del riciclo può essere un nuovo settore industriale, guardando alla sostenibilità ambientale ed economica”. Ad affermarlo è l’assessore all’ambiente Monia Monni, al termine della visita di stamattina nello stabilimento Revet di Pontedera, azienda leader nella gestione integrata del ciclo dei rifiuti che serve circa 200 Comuni e oltre l’80% della popolazione toscana. Ad accompagnarla il presidente, Livio Giannotti, ed il direttore, Alessandro Canovai.

“La Revet – ha aggiunto Monia Monni - è una delle aziende leader nel campo dell’economia circolare e del riciclo in Italia. Ogni giorno questa azienda svuota circa 4mila campane della differenziata in tutto il territorio toscano, ma questa è solo la punta dell’iceberg di un processo industriale che richiede mezzi, competenze, professionalità specifiche e impianti dedicati per poter reintrodurre le materie nei cicli produttivi, e che Revet riesce a mettere in campo”.

Attraverso il sistema industriale costruito da Revet, la Toscana è ormai un riconosciuto modello di riferimento dell’economia circolare italiana: “Grazie ai 34 milioni investiti sui suoi impianti – ha spiegato il presidente Livio Giannotti - dal 2022 avremo una capacità di trattamento pari a 380mila tonnellate l’anno, in grado di assorbire l’intera produzione regionale di raccolta differenziata multimateriale, e di garantire un effettivo riciclo dei materiali con un saldo positivo per tutti i Comuni e quindi per tutti i cittadini toscani: questa è la vera economia circolare, fatta di industria, di innovazione e di efficienza”.

Imballaggi in plastica, vetro, alluminio, acciaio e tetrapak vengono dunque selezionati e preparati per il riciclo, che in molti casi avviene a chilometri zero o comunque nel perimetro regionale. Infine il segmento delle plastiche miste che vengono riciclate direttamente nello stabilimento di Pontedera e trasformate in granuli con cui si stampano nuovi manufatti in plastica (componenti per l’automotive, per l’edilizia, il tempo libero).

“Il dlgs 116/2020, che recepisce gli input dell’Unione europea imponendo finalmente obiettivi di riciclo – ha concluso Giannotti – trainerà la rivoluzione della materia prima seconda, perché il sogno europeo è quello di far tornare sul mercato, in modo competitivo, la materia prima seconda. E per raggiungere questo obbiettivo è necessario non solo l’industria, ma anche la ricerca”. Revet investe costantemente in ricerca e sviluppo, facendo rete e condividendo progetti ambiziosi con università e centri di ricerca sui materiali arrivando a far incontrare all’industria del riciclo mondi apparentemente distantissimi come quello della moda, del fashion o del calcio ai massimi livelli.

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