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Lavoro martedì 30 novembre 2021 ore 14:11

Assunzioni Piaggio, perché la Fiom non ha firmato

Per De Palma e Braccini è stata portata a conclusione "una trattativa senza mandato democratico, con i lavoratori esclusi da ogni decisione"



PONTEDERA — "È stato siglato da alcune organizzazioni sindacali un accordo rinunciatario sulle assunzioni sia alla Piaggio di Pontedera che alla Moto Guzzi di Lecco, in sintonia con quanto richiesto dall’azienda". Questo il commento di Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e
responsabile automotive, e Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per il Gruppo Piaggio, in riferimento all'accordo siglato ieri con l'azienda della Vespa dalle sigle sindacali Fim-Cisl, Uil-Uilm e Uglm, accordo che prevede per Pontedera 50 assunzioni a tempo indeterminato entro Marzo 2022 e 342 a tempo determinato.

"Il momento era favorevole per stabilizzare l’occupazione - proseguono dalla Fiom -, le due ruote stanno tirando, invece il saldo occupazionale tra chi verrà assunto a tempo indeterminato rispetto a quanti usciranno per andare in prepensionamento anticipato sarà negativo".

Duro l'attacco ai sindacati che hanno siglato l'accordo con Piaggio: "È stata portata avanti una trattativa senza che siano mai stati coinvolti i lavoratori e non è stata fatta nessuna assemblea. È stato siglato un accordo sindacale senza un mandato democratico. L’azienda ha richiesto ai sindacati firmatari di derogare alla Legge per assumere tanti lavoratori con contratto a tempo determinato, senza prevedere, come abbiamo fatto in molti altri accordi, un percorso di trasformazione a tempo indeterminato. Vi erano tutte le condizioni per poter far prendere degli impegni veri alla Piaggio, invece nell’accordo non si riscontra nessun vincolo sulla stabilizzazione dei lavoratori".

"È compito sindacale implementare i rapporti di lavoro a tempo indeterminato - sottolineano in conclusione De Palma e Braccini -. Il gruppo Piaggio sta ritornando ad alti livelli e ad importanti incrementi produttivi, sono stati fatti molti investimenti, ma lo sviluppo deve garantire più occupazione stabile, vi deve essere una migliore qualità delle condizioni di lavoro e più redistribuzione economica per tutti i lavoratori. Dobbiamo ulteriormente riflettere sul sistema produttivo del gruppo Piaggio e sull’indotto. La discussione sui livelli occupazionali complessivi sta anche in rapporto al modello produttivo. Bisogna guardare al futuro con un chiaro obiettivo sindacale: come, dove e per chi produrre, ben sapendo che la fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti, ma è necessario che svolga anche una funzione sociale, incrementi lo sviluppo economico e sociale della zona, sia utile all’intera collettività".


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