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domenica 22 settembre 2019

Politica giovedì 01 agosto 2019 ore 11:46

"Attese al pronto soccorso, Lotti è maglia nera"

Paolo Sarti, Sì Toscana a Sinistra

Così Paolo Sarti, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, che domani visiterà il nosocomio cittadino con Paola Bigongiari e Daniele Marella



PONTEDERA — Arrivano critiche da sinistra per il sistema sanitario toscano e per l'Azienda Usl Toscana nord ovest, in relazione ai tempi di attesa al pronto soccorso dell'ospedale Lotti di Pontedera. Il nosocomio cittadino, infatti, sarà visitato da Paolo Sarti, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, accompagnato da Paola Bigongiari (segretaria provinciale Prc Pisa) e Daniele Marella (segretario del circolo "Karl Marx" Prc di Pontedera), proprio per porre l'attenzione sui tempi lunghi cui sarebbero costrette le persone che si rivolgono al pronto soccorso.

"Il pronto soccorso di Pontedera maglietta nera per i tempi di attesa - ha riferito al termine della visita Sarti -, secondo (per quanto riguarda l’AUSL Nord Ovest) solo al pronto soccorso della Versilia. Secondo i dati aziendali sono stati 13.830 gli accessi nei primi tre mesi del 2019 rispetto ai 12840 dello stesso periodo nel 2018 con un aumento di quasi mille accessi in più.

Le lunghe attese riguardano in particolare i cosiddetti codici a bassa complessità (gli ex codici bianchi ora sostituiti da codici numerici) per cui, la recente delibera regionale di riorganizzazione del pronto soccorso, prevede un massimo di 120 minuti di attesa per il codice 4 ed un massimo di 240 minuti per il codice 5 (ultimo della classifica). La realtà è ben diversa e i cittadini della Valdera (e non solo, visto che oramai il presidio ospedaliero di Pontedera copre un bacino di utenza molto vasto che va dalla zona Pisana alla Bassa e Alta Val di Cecina) che si presentano al Pronto Soccorso del “Felice Lotti” sono costretti ad aspettare diverse ore (in un recente caso documentabile sino a nove ore) per riuscire a farsi visitare, questo soprattutto nei giorni pre festivi e festivi.

Il problema principale è la mancanza di personale (gli operatori sanitari sono in stato di agitazione da settimane) che per mancato turn over, quota 100, mancate sostituzioni (maternità, malattie, ecc.), specie nel periodo estivo in cui si cumulano le ferie, è obbiettivamente insufficiente. Ma c’è anche una cattiva organizzazione che continua a permanere nonostante anche il nostro pronto soccorso si sia dotato di un percorso “codici minori” e del percorso “See and Treat” (gli interventi semplici con la sola presenza dell’infermiere).

A chi capita in sorte (e sono spesso persone anziane) di stare nella “terra di mezzo” per cui non è dirottato nei percorsi dedicati dei codici minori (per altro super intasati anche questi) o nel see and treat e quindi deve aspettare comunque di entrare in pronto soccorso, non rimane che viversi sino in fondo un totale disagio improponibile! In attesa della promessa rimodulazione dei posti letto che dovrebbero assicurare una presa in carico veloce, non è raro trovare nei corridoi del pronto soccorso pazienti in attesa per più giorni prima di essere assegnati al reparto di competenza.

Siamo fermamente convinti che basterebbe implementare l’assistenza territoriale: dotarsi di vere ed efficienti Case della Salute (ricordo che recentemente è stata approvata la nostra legge regionale) per dare risposte efficaci sul territorio (in Valdera abbiamo un esempio qualificatissimo nella Casa della salute “La Rosa”di Terriciola) onde evitare un uso improprio del Pronto Soccorso.

Per quanto riguarda la nostra visita, insieme al Circolo o "Karl Marx" di Pontedera e alla Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di venerdì 2 agosto, vogliamo accertarci di qual è la situazione. Oltre alla visita istituzionale come Consigliere regionale, e Vicepresidente della Commissione regionale Sanità, con l’azienda ho programmato anche un incontro con le RSU dei lavoratori.

Il nostro obiettivo è quello che ci ha guidato in tutti questi anni di lavoro in Regione Toscana, difendere e rilanciare il servizio sanitario pubblico, un servizio che rischia di essere travolto dai continui tagli e dai processi di privatizzazione, ricordando a noi tutti che quello alla salute è un diritto acquisito, ma non per questo dato per sempre, anzi temiamo mai come ora fortemente in pericolo".



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