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Lavoro giovedì 22 giugno 2017 ore 18:35

"Buoni spesa? Questi aumenti sono elemosine"

I delegati Fiom di Piaggio sugli aumenti salariali: "Ci danno i buoni spesa da 8,33 euro. Siamo lavoratori non mendicanti"



PONTEDERA — I delegati Fiom di Piaggio Massimo Cappellini, Adriana Tecce, Massimiliano Malventi, Francesco Giuntoli, Giorgio Guezze, Antonella Bellagamba e Simone Di Sacco hanno commentato i recenti aumenti salariali.

"Dopo l'aumento in busta paga irrisorio di 1,70 euro (lordi al quinto livello), che svela a tutti la menzogna dei già miseri 9 euro dichiarati dalle organizzazioni sindacali, siamo ora di fronte al secondo, e ultimo, aumento salariale previsto per il 2017 dal CCNL dello scorso dicembre: cento euro l'anno, pari a 8,33 mensili, in buoni spesa".

La formula dei buoni spesa è stata aspramente criticata dai delegati: "Questi buoni, reintrodotti dopo tanti anni dal Contratto Nazionale, non sono nemmeno un obbligo, ma una elargizione volontaria delle singole aziende, senza un minimo stabilito "per un costo massimo di 100 euro", così dice il CCNL".

"Pochi euro - hanno aggiunto - da spendere in esercizi convenzionati. Fare la fila come mendicanti per ritirarli dalle mani dell'azienda. Il significato è molto chiaro: ci stanno facendo l'elemosina".

"Il pensiero va al paternalismo della Fiat - hanno ripreso - e di tante altre aziende negli anni '50. Reintrodurre, i compensi "in natura", combattuti fin dall'800 dal movimento operaio come strumenti per legare i lavoratori alle aziende, è una vergogna. La busta paga è una conquista inderogabile, di dignità e di indipendenza". 

"E a chi dice che così i lavoratori risparmiano su contributi e tasse - hanno concluso - rispondiamo che infatti chi riceve l'elemosina non ci paga né tasse né contributi. Siamo lavoratori, non mendicanti, continueremo a pretendere che il nostro lavoro sia rispettato, a cominciare dal modo in cui viene retribuito. Chi ha voluto e firmato questo Contratto Nazionale deve vergognarsi, non ci rappresenta, e dobbiamo fare in modo che non possa continuare a svendere i nostri interessi e la nostra dignità".


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