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venerdì 18 gennaio 2019

Attualità martedì 04 settembre 2018 ore 13:30

​Cacciata la violinista di strada: "Perché?"

Marcello Casati, sindacalista e suonatore di banda, c'è rimasto male. Ma la faccenda è assai più complicata di quanto si pensi



PONTEDERA — Marcello Casati c'è rimasto male quando sul Corso ha visto i vigili urbani intenti a sloggiare, pur senza minacce né multa che pure sarebbe possibile e forse obbligatoria, una suonatrice di violino. Un' artista di strada. 

Ma Casati, operaio Piaggio, poi il sindacalista più famoso a Pontedera e Valdera - come don Armando Zappolini nel campo ecclesiastico, Renzo Macelloni in quello politico-imprenditoriale, Enrico Rossi come sindaco arrivato anche a Firenze, lo stellare Andrea Bocelli e così via - è anche un musicista di bande. Le ha girate un po' tutte in Valdera, e non solo, e quell'operazione di polizia sul Corso gli ha, per così dire, toccato il cuore.

"L'ho vista arrivare in bicicletta e dar mano al violino mettendo a terra un piccolo contenitore per le offerte. Una presenza discreta e piacevole, non da mandar via".

In (quasi) tutte le città del mondo più o meno evoluto ci sono artisti di strada e chi sa come e se la loro presenza è ben vista, tollerata, non tollerata e così via. In Italia la legge dice che devono presentarsi in comune e far domanda di occupazione del suolo pubblico (a Pontedera, magari, firmando anche loro il famoso documento in cui si dichiarano antifascisti, anti razzisti, anti omofobi eccetera...) pagare una quota, non protrarre le loro performance oltre 60 minuti, pagare i diritti Siae, avere la partita Iva e altro ancora, non suonare o esibirsi davanti le chiese o scuole, non disturbare la quiete pubblica.

Secondo il famoso decreto Minniti, ex ministro dell'interno che ha dovuto cedere il posto a Matteo Salvini, che elenca una serie infinita di norme, regolamentazioni e divieti, compreso quello di non sostare a gruppi sui marciapiedi perché in questo modo si impedisce ai passanti di... passare oltre, le questue stradali sono vietate. Tema che affonda nei secoli e millenni e che, a esempio, la Roma papale regolamentò rilanciando autorizzazioni fino a un certo numero previsto per non riempire troppo le strade di questuanti. E di donnacce.

La ragazza col violino allontanata sia pur con buone maniere, non è comunque la sola che ha provato ad esibirsi nel salotto buono della città. Altri, compreso le statue umane, si sono già visti specie nel tratto meno vicino al comune. Diciamo da piazza Curtatone all'ingresso sul piazzone.

Ebbene: giudichino i lettori (e se vogliono ci contattino) se una violinista o un violinista, un sassofonista o una statua umana vestiti bene, possono o non possono esibirsi senza dover spendere preventivamente, ammesso che il comune gli dia il permesso, dieci volte di più di quanto raccolgono. A Pontedera, nel dopoguerra fino agli anni '70, c'era un suonatore cieco di ocarine, ponsacchino, che si è era fatta amica metà della popolazione. Mentre in città ci sono ora questuanti malvestiti che chiedono l'obolo stando per ore in ginocchio. Da un certo punto di vista, meglio loro dei ladri e ladruncoli (ammenoché non lo siano un po' anche loro). In conclusione: che fare?

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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