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domenica 17 novembre 2019

Spettacoli martedì 17 novembre 2015 ore 15:25

César Brie, Simone Weil e la realtà dietro le cose

L'artista argentino in scena con due spettacoli. Sabato 21 e domenica 22 novembre "La Volontà" con Catia Caramia. Martedì 24 e mercoledì 25 con "Ero"



PONTEDERA — Uno spettacolo dedicata alla francese Simone Weil. E' quello che verrà rappresentato al Teatro Era sabato 21 alle 21 e domenica 22 novembre alle 18.30.

Il grande maestro della scena contemporanea César Brie, che porta avanti da anni il suo appassionato studio per Simone Weil, è in scena con Catia Caramia in La volontà - frammenti per Simone Weil, opera dedicata alla filosofa e mistica operaia francese morta nel 1943, per la produzione di Campo Teatrale e César Brie.

L’artista argentino, mantenendo sempre un forte contatto con la quotidianità, colora la vicenda di realismo magico e di ironia. Il desiderio di portare alla luce il pensiero di Simone Weil spinge César Brie a dedicarle un lungo e meticoloso percorso di studio che sfocia in questo lavoro.

Scrive César Brie: “Una donna poggiata contro un muro. Un uomo disegna un letto sul muro. La donna, in piedi e allo stesso tempo coricata nel suo letto, parla con Dio. L’uomo la regge, la accudisce, dialoga con lei, ci racconta di lei. L’unica traccia di quest’uomo sono le sue iniziali incise sotto le parole in italiano scritte sulla lapide di Simone Weil al cimitero di Ashford, nel Kent.

C.M.
 L’abbiamo chiamato Carlo Manfredi, gli abbiamo dato un ruolo, quello di infermiere, e il compito di accudire Simone Weil nella sua agonia. Il muro non è più un letto. Su quel muro Simone e il suo infermiere disegnano l’universo.

Le stelle, che Simone studiava, appaiono mentre vengono brutalmente cancellate le sagome dei fucilati nelle purghe staliniane che Simone fu tra le prime a denunciare. Il muro è il luogo dove si mostra l’esercizio della forza, che Simone descrisse nel saggio sull’Iliade.
E il letto, non più disegnato, galleggia attraversato da Simone e dalle sue ossessioni: il lavoro, la violenza, lo spirito, la febbre e gli stenti che la porteranno a morire a 33 anni, l’età del Cristo, sola. Accompagnata da questo testimone che abbiamo inventato.”

Martedì 24 e mercoledì 25 novembre alle 21 César Brie presenta Ero, monologo a più voci, un lavoro intimo, a tratti autobiografico, un viaggio attraverso l’amore, la morte, l’assenza, il dolore e la gioia, dietro al quale si nascondono vicende personali.

Così descrive il suo lavoro il regista e attore César Brie: “Credo che il reale non sia ciò che si vede. Che il reale sia in agguato dietro le vicende e le situazioni. Di quel reale “in agguato” mi occupo da tempo. Cerco di “non recitare”, di avere onestà, verità, esposizione e poesia nella finzione della recita. La scena non è per me uno spazio dove dire testi scritti da altri. Non è un luogo naturale. Non esiste la “scena” in natura. La scena esiste ogni volta che indago, osservo e abito l’esistenza senza volerci soltanto vivere. Scena come luogo in cui appare ciò che non è visibile. Ogni spazio ed ogni evento possono diventare “scena” se li osservo e li interrogo”.  



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