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Attualità Domenica 18 Gennaio 2026 ore 14:55

Due corone per le vittime dei bombardamenti

Cerimonia alle lapidi che ricordano le oltre 130 vittime del Gennaio 1944. Cocilova: "La guerra è la vera sconfitta dell'umanità"



PONTEDERA — Nella mattinata di oggi, domenica 18 Gennaio, l'amministrazione comunale ha reso omaggio alle vittime dei bombardamenti su Pontedera, avvenuti nel mese di Gennaio del 1944. Giornate tragiche per la città, nelle quali morirono oltre 130 persone e che portarono alla distruzione di case, infrastrutture e fabbriche.

Per la cerimonia, sono state deposte due corone d'alloro alle lapidi, a Palazzo Stefanelli e in piazza della Concordia, che ricordano quegli avvenimenti. "Ricordare quei momenti e quella tragedia significa ripetere con grande forza che la guerra rappresenta, in ogni circostanza, la vera sconfitta dell’umanità - ha detto la vicesindaca Carla Cocilova - la storia deve essere maestra di vita e noi dobbiamo trarre insegnamento da quello che è accaduto".

"Abbiamo il dovere di ricordare e di coltivare l’esercizio della Memoria. Il ricordo e il dolore dei nostri caduti devono esserci di stimolo quotidiano per indirizzare ogni singolo sforzo nella costruzione di un futuro di convivenza e di pace, perché ogni vita umana conta - ha aggiunto - quindi, insieme al ricordo per le vittime della nostra città, è opportuno ricordare l’enorme sforzo di ricostruzione fatto dai nostri predecessori, una ricostruzione non solo materiale, ma una ricostruzione anche ideale, fatta di collaborazione e solidarietà tra le persone, fatta di una nuova speranza che è ciò che ha reso possibile la costruzione di una società nuova".

"Nessuno si salva mai da solo - ha concluso - ed è per questo che è sempre più necessario che la nostra comunità coltivi l’impegno nella cura della Memoria, accompagnato da una continua attualizzazione dei principi che abbiamo ereditato dal sacrificio di molti, tra questi quello della solidarietà tra le persone e tra i popoli, perché la guerra e la morte che sempre essa porta con sé, sono sempre il primo grande nemico di ogni tempo e di ogni storia. Lo dobbiamo alle vittime di tutte le guerre, di ieri e di oggi".


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