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Cronaca martedì 10 marzo 2020 ore 17:25

Morto il campione di boxe Mario Redi

Mario Redi
Mario Redi

Si è spento a 76 anni dopo una lunga malattia. Conquistò il titolo italiano e vinse anche all'estero. Applauditissimo in Francia da Jean Paul Belmondo



PONTEDERA — "La sua era una boxe basata sullo studio. L'avversario badava bene a non avvi­cinarsi alla leggera - scrive Riccardo Minuti grande esperto e mentore della boxe e dei pugili 'pontederesi' - perché il gancio lesto e invisibile del Redi se non andava a segno metteva in gioco l'equilibrio del competitor. Quella di Mario Redi è la ponderosa storia di un bambino nato a Marciana dalla Chiana in provincia di Arezzo nel '43, quando la guerra stava per asse stare i suoi drammatici colpi di coda, e dal cielo stavano per precipitare gli infernali ordigni carichi di orrore e distruzione...".

Dopo una lunga malattia, all'età di 76 anni è morto all'ospedale di Pontedera Mario Redi, "pugile perché in famiglia non potevano comprarmi la bicicletta...", che nell'albo d'oro della boxe locale locale viene soltanto dopo il grandissimo Sandro Mazzinghi. Di origine aretina, Redi si trasferì con la famiglia a Villa Saletta in un casolare agricolo mentre negli ultimi anni ha abitato a Forcoli.

Mario Redi si formò nella gloriosa palestra di Piazza Trieste - oggi scomparsa e sostituita dalla chiesa dei Testimoni di Geova - debuttando nel professionismo nel 1967 a Firenze battendo il ferrarese Gavazzini e inanellando vittorie su vittorie. Mentre nel '70 conquistò il titolo italiano. I suoi avversari sono stati tanti e non si può elencarli tutti, mentre dopo le esperienze italiane ci furono quelle francesi, una volta con Jean Paul Belmondò ad applaudirlo per poi invitarlo a cena.

Mario Redi lascia l'amatissima figlia Patrizia, un amore corrisposto, già laureata in filosofia, poi giornalista e ora insegnante. A lei e famiglia le più sincere condoglianze. 

A causa delle restrizioni per l'emergenza Coronavirus non sarà possibile celebrare i funerali. Ci sarà solo la tumulazione della salma.

Mario Mannucci
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