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domenica 17 novembre 2019

Attualità martedì 20 novembre 2018 ore 16:30

Pontedera e Valdera, capitali della spazzatura

La discarica di Chianni

Tra ecologia, economia e battaglie, cominciò il secolo scorso l'era delle discariche e degli impianti contestati



PONTEDERA — "Lasciatemi morire qui insieme alla mia bambina, tanto moriremo lo stesso avvelenati", gridava disperata una mamma con bambina in collo cercando ripetutamente di sdraiarsi sotto i camion carichi di fanghi del depuratore di Santa Croce da ore bloccati dalla folla davanti al cancello di ingresso della discarica Grillaia di Chianni: la terza grande discarica della Valdera - ora dismessa ma con residui problemi - diventata sul finire del secolo scorso il più importante riferimento della Toscana per lo smaltimento dei rifiuti.

E ora che si è riacceso a livello governativo-politico-mediatico lo scontro inceneritori sì-inceneritori no, può essere interessante ricordare i fatti di casa nostra. Passati e presenti. 

Il presidio degli anti discarica chiannerini, ma gente anche del circondario e oltre, compreso Andrea Bocelli, resistettero per mesi davanti al cancello, poi la polizia, arrivata alla Grillaia in forze dopo essersi concentrata nottetempo a Pontedera, in piazza Trieste dove era stato trasferito il commissariato, riuscì a far passare i camion. 

Col bilancio di decine di feriti e contusi soprattutto tra le forze dell'ordine. Prese a sassate. Era il 1990 e a Legoli di Peccioli e Pontedera erano già sorte la prime due moderne discariche (prima c'erano i 'campacci') per i rifiuti. Quella di Pontedera, in pianura, è ora diventata una serie di verdi collinette in bella vista dei viaggiatori della superstrada mentre quella di Legoli si è allargata sulle colline. 

In precedenza Pontedera aveva costruito anche un inceneritore - ora si chiamano termovalorizzatori - poi chiuso in fretta e furia quando scoppiò il caso (10 luglio 1976) della diossina di Seveso fuoriuscita da una fabbrica, mentre i tentativi di realizzarne altri fallirono per l'opposizione dei movimenti ecologisti e del 'popolo più direttamente interessato'. Soprattutto quello di Santa Lucia e campagna ponente.

Ci vorrebbe non un libro ma un'enciclopedia di tanti volumi per raccontare tutte le vicende di battaglie politiche, giudiziarie e di popolo, allarmi tumori mai ufficialmente suffragati da studi medici, nuove strade realizzate per merito della spazzatura, cene, concerti, corse ciclistiche nelle discariche, dibattiti con esperti e visite altolocate organizzate accanto ai rifiuti per dimostrare la possibile convivenza

Accennando al presente, ora a Pontedera c'è una discarica dei rifiuti industriali e un impianto di compostaggio mentre l'area ecologica pubblica, semi pubblica e privata di Gello - dove l'aria non è sicuramente quella di mare o di monte ma appare comunque sopportabile - dà lavoro a oltre 500 persone. Terza azienda pontederese dopo la Piaggio e l'ospedale. Mentre la discarica pecciolese, un tempo contestatissima ma ora meno, almeno ci sembra, ha fatto diventare il paese un riferimento economico-culturale per tutta la Toscana e oltre.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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