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martedì 23 luglio 2019

Cronaca sabato 14 novembre 2015 ore 15:01

"Ero in strada mentre c'erano gli attentati"

Cristiana Galiberti, foto da Fb

Cristiana Galiberti, pontederese, studia a Parigi. Tornava a casa durante i fatti drammatici: "Scioccata. Adesso siamo prigionieri nelle nostre case"



PONTEDERA — Vive a Parigi da settembre e ieri sera mentre la città era sotto assedio stava camminando a pochi chilometri da quei drammatici fatti.

Cristiana Galiberti, 21 anni di Pontedera, è in Erasmus e studia economia all'Università Paris Ouest Nanterre La Défense: “Ero fuori casa durante gli attentati, da un amico. La mia coinquilina era nel panico, mi stava provando a chiamare. Stava succedendo tutto in quell'istante, mentre tornavo nel mio appartamento, è questa la cosa che mi ha scioccata. Ho preso la metro e camminato per le strade mentre c'erano gli spari, anche se non ho sentito niente. Le sirene le ho sentite quando sono rientrata”.

Cristiana per sua fortuna vive nel sud della città: “Abito nel 14esimo arrondissemènt, gli attentati sono successi in una zona più a nord, in pieno centro. Verso le 22 mi sono avviata a casa, mezzora dopo sono arrivata. Con la mia coinquilina abbiamo ascoltato la radio fino alle 3 di notte. La Francia è in stato di allarme rosso Alfa. Non è così alto dal 1945”.

In pratica adesso la giovane è prigioniera nella sua abitazione: “Per 48 ore ci è vietato uscire se non per casi di emergenza, ieri sera addirittura dicevano di spegnere le luci. Stamani quando mi sono svegliata e mi sono affacciata alla finestra, i palazzi di fronte avevano tutti le persiane chiuse, una scena da brividi. Non ho idea di cosa farò”.

L'Erasmus era di sei mesi, da settembre a febbraio: “Adesso ho due giorni per pensare se tornare o restare. Non ho parole per quello che è successo, tantissimi morti sono ragazzi giovani. Alla Bastille ne sono morti tanti, è una zona che frequento spesso”. L'attentato alla redazione di Charlie Hebdo aveva già innalzato il livello di guardia: “La paura c'era già, ma vivendo qua ero riuscita a superarla, o a attenuarla, sopratutto grazie a persone mi avevano rassicurata. Adesso però è diverso,a casa, a Pontedera, sicuramente avrei meno paura. Ho paura anche a prendere l'aereo... se torno, prendo il treno”.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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