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Attualità giovedì 14 ottobre 2021 ore 15:00

Faustino, il santo dei pontederesi

Il Duomo di Pontedera

Come molti altri nel circondario, Ponsacco, Bientina e così via, il patrono della nostra città fu ucciso e sepolto a Roma



PONTEDERA — Stasera i pontederesi devoti a San Faustino si riuniranno nel Duomo - la messa alle 18 - alla presenza dell'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e alla presenza delle autorità cittadine, a partire dal sindaco. Sarà ai piedi dell'altare anche dopo che un ladro gli portò via la corona, mentre, causa pandemia, non ci saranno le feste lontane e vicine degli anni addietro. 

Le spoglie di San Faustino, estratte dal cimitero romano di San Ciriaco, nel 1660 furono inizialmente assegnate a una delle compagnie, come usava a quei tempi, quella dei cosiddetti 'Bianchi'. La domenica 8 Agosto di quell’anno centinaia di “incappati” delle confraternite pontederesi e dei paesi vicini - come ha scritto Paolo Morelli - insieme ad una folla incontenibile di fedeli, portò in processione la cassa delle reliquie arrivata da Roma la sera precedente.
La festa del santo - si diceva "arriva San Faustino" - fu fissata per la prima domenica di Agosto mentre il 28 Maggio 1801 il Santo dei pontederesi fu eletto ufficialmente patrono della città.

Dal 1968 la sua festa è stata trasferita al secondo giovedì di Ottobre perché d'estate tutte le città si trasferiscono al mare e ai monti e non ci sono neanche le scuole aperte. Mentre in Ottobre la festa può essere più sentita e partecipata.

Di 'Faustini' ce ne sono una ventina in Italia, famoso quello di Brescia. La vita del Santo dei pontederesi è praticamente sconosciuta, tanto che i nostri antenati avevano finito per confonderlo un San Faustino di Brescia o per attribuirgli caratteristiche fantasiose come l’essere un soldato romano o fratello di San Valentino, patrono di Bientina.

Addirittura si diceva che il suo scheletro mancasse della testa, perché nell’antica sistemazione delle ossa nell’urna il cranio era stato ricoperto da una maschera di cartapesta, poi tolta durante la ricognizione effettuata dopo la II guerra mondiale. Niente di tutto questo è vero, e, d’altra parte, nel Seicento la raccolta delle ossa inumate nelle catacombe non era effettuata con i criteri con cui oggi si procede ad uno scavo archeologico, per cui anche i dati ricavabili dalle caratteristiche della sua tomba sono andati perduti.

Di San Faustino sappiamo solo due cose fondamentali: era un giovane, come dimostra la struttura delle sue ossa, ed è vissuto da cristiano in un’epoca (presumibilmente il III secolo) in cui essere cristiani significava mettere a rischio la vita. La tradizione ce lo ha consegnato come martire, cioè ucciso a causa della sua fede (dato il ritrovamento, molto frequente, vicino al suo corpo di un’ampollina con sangue coagulato); ma se anche fosse morto di morte naturale, Faustino resta comunque uno di quegli eroici primi cristiani che accettavano il rischio di una condanna a morte pur di seguire il Vangelo.

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