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Lavoro sabato 28 ottobre 2017 ore 13:15

Fondamentale è investire sul capitale umano

“Paradigma industria 4.0: applicazioni e implicazioni nel settore automotive” al Museo Piaggio prosegue la seconda giornata: lavoro e imprese



PONTEDERA — Paradigma industria 4.0: applicazioni e implicazioni nel settore automotive, al Museo Piaggio di Pontedera, prosegue e dedica la sua seconda giornata a lavoro e imprese. 

Apre la mattina il consigliere al lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini che dichiara: "La Regione intende promuover il trasferimento tecnologico, e perciò abbiamo creato il distretto Manufacturing 4.0. Inoltre, siamo già attivi sulla formazione, on l’istruzione tecnica superiore, per fornire le competenze che il territorio richiede".

Entra nel vivo delle questioni Gianluigi Viscardi, presidente del cluster Fabbrica Intelligente, progetto voluto da Ministero dello Sviluppo Economico e da quello dell’Istruzione: "Il compito del cluster è creare sinergie tra amministrazioni pubbliche, di ogni livello, e i privati per fornire strumenti alle imprese per essere flessibili e riconvertibili secondo le esigenze del mercato – spiega Viscardi e continua -. Inoltre, il cluster vuole intervenire per creare le competenze tecniche di cui l’impresa ha bisogno".

Proprio il capitale umano ha un ruolo centrale nell’industria 4.0: se la base del 4.0 sono le tecnologie abilitanti, serve il personale formato per poterle utilizzare. Un’opportunità quindi per i giovani che anche in Toscana soffrono la situazione economica negativa: "Tra il 2008 e il 2015 circa 15mila toscani under 40 si sono trasferiti all’estero – spiega, dati alla mano, Silvia Ramondetta di Confindustria -. Nel 2016 ha lavorato solo il 18,3 per cento dei giovani toscani 15 – 24, contro il 23 per cento di Veneto e Emilia Romagna". 

Tuttavia, sembrano aprirsi spiragli di miglioramento, grazie al processo di innovazione tecnologica in atto. Infatti, secondo i dati presentati da Confindustria Toscana, il settore Ricerca e sviluppo ha assorbito 176 mila laureati nel 2016, di cui il 70 per cento in aziende manifatturiere. Nell’automotive questo trend è ancora più evidente: il 70 per cento delle imprese del comparto dichiara di avere addetti all’R&S e il 71 per cento dichiara di investirvi una parte del proprio fatturato.

Una tendenza acuita dagli incentivi del piano nazionale Industria 4.0 e confermata da Ucimu, Unione dei produttori di macchine utensili, sugli ordinativi delle macchine da lavoro, che nel terzo trimestre 2017 hanno segnato un +68 per cento sullo stesso periodo del 2016. Assinform di Confindustria stima per il 2018 un fabbisogno di 85 mila nuovi specialisti, di cui 65 mila al primo impiego, e più della metà laureati.

Atteggiamento positivo espresso anche dal sindacato, rappresentato da Gianfranco Francese di Ires Cgil Toscana: "Il sindacato esclude atteggiamenti neo – luddisti e ritiene utile un approccio positivo. La questione principale è fare in modo che l’elemento umano rimanga al centro dei cambiamenti tecnologici e non ne sia sopraffatto".



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