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venerdì 18 gennaio 2019

Attualità lunedì 18 settembre 2017 ore 17:20

L'auto del futuro prende forma a Pontedera

Al Cerfitt il 26 e 27 ottobre si terrà un convegno che parlerà dell'impatto della tecnologia 4.0 sulla componentistica per auto



PONTEDERA — L’automobile del futuro? Se ne parlerà a Pontedera il 26 e 27 ottobre a Paradigma industria 4.0: applicazioni e implicazioni nel settore automotive al Centro Ricerca e Formazione sull’Innovazione Tecnologica e il Trasferimento della Tecnologia. 

Per la prima volta in Italia, aziende e esperti del settore si confronteranno sull’impatto che le tecnologie 4.0, alias robot, chip e big data, avranno sulla produzione della componentistica per auto.

"Si parla di industria 4.0, e mai ci si è concentrati sul settore automotive e sui processi produttivi. Perciò abbiamo avviato una discussione con le Università, in particolare Pisa e Firenze, e aziende del settore, confrontandoci proprio sulle esperienze e le necessità di queste ultime", ha spiegato Giuseppe Pozzana, presidente di Movet, associazione organizzatrice della conferenza, che riunisce al suo interno aziende Università e centri di ricerca. L’obiettivo di Movet è creare sinergie tra partners pubblici e privati e informare e formare le aziende sulle nuove tecnologie. 

Aprirà la convention Enrico Pisino, capo del settore Innovation del gruppo FCA e presidente del Cluster Trasporti Italia 2020; ma c’è attesa anche per l’intervento, nel pomeriggio di giovedì 26, di Maria Chiara Carrozza della Scuola Superiore Sant’Anna. La seconda giornata sarà invece aperta dall’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, a cui si avvicenderanno gli interventi di Andrea Bianchi, direttore delle politiche industriali di Confindustria Nazionale, e Gianluigi Viscardi, presidente del cluster nazionale “Fabbrica Intelligente”.

Il valore aggiunto della due giorni pontederese è il contatto con il mondo delle aziende. La base di partenza sono i tre workshops organizzati da Movet, nell’estate 2017, presso Continental, Magna Clausures e Pierburg. Simulazione di casi pratici e verifica delle innovazioni 4.0 già presenti in queste aziende hanno permesso di affrontare il tema con un cambio di prospettiva: non le innovazioni possibili, ma quelle già presenti e la loro implementazione, studiandone le conseguenze. 

La Toscana è un laboratorio nazionale che può contare su un settore automotive molto sviluppato. Secondo dati Movet e Ircres (Istituto di ricerca per la crescita economica sostenibile del CNR) pubblicati nel 2015, il settore ha prodotto ricchezza per circa 3 miliardi di euro l’anno, ci cui 1,3 dovuti a esportazioni. In totale si contano 14 mila occupati, e 122 imprese. Il 63% degli occupati lavora in grandi aziende, spesso multinazionali con stabilimenti di produzione in Toscana, con più di 250 addetti; a seguire, il 22% lavora nelle medie imprese, il 14% nelle piccole, l’1% nelle micro. La provincia di Pisa, con Valdera e area pisana, raccoglie quasi la metà degli occupati. Seguono l’area livornese e infine la Versilia.

"Pontedera rinnova la sua tradizione di Città dei motori; oggi la robotica, la meccanica, i “motori 4.0” possono e devono essere per il nostro territorio, quello che la Vespa è stata nel dopoguerra: la leva della ripresa economica. Questa conferenza è un punto di partenza per mettere a sistema la grande azienda con le piccole e medie imprese locali, favorendo la loro collaborazione per creare occupazione e lavoro. Inoltre, nei giorni della conferenza si riunirà a Pontedera, il direttivo di Città dei motori", ha concluso Eugenio Leone, delegato per il Comune di Pontedera nell’associazione Anci “Città dei motori”.



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