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martedì 16 luglio 2019

Attualità domenica 02 giugno 2019 ore 07:00

​Il nostro ospedale, vanto e file

Pillole di storia della grande istituzione inaugurata in ritardo per non far torto, pensate un po', alla Santa di Calcinaia



PONTEDERA — L'11 giugno del 1886 fu inaugurato, inizialmente come ricovero, l'ospedale Felice Lotti. L'ospedale che dopo 133 anni vissuti con lusinghieri successi e inevitabili traversie resta l'orgoglio di Pontedera e il riferimento di tutta la Valdera e non solo, come dimostrano soprattutto le interminabili attese e le sistemazioni su barelle al pronto soccorso - ecco l'aspetto negativo della questione - che non si riesce a risolvere. 

L'inaugurazione, in verità, era prevista per il 28 maggio ma fu spostata per non suscitare, pensate un po', proteste e peggio, di Calcinaia, visto anche le continue guerricciole a sassate dalle due rive. Stiamo parlando della Calcinaia già terra e chiesa madre di Pontedera quando era sulla riva sinistra dell'Arno (dal '500 si è invece ritrovata sull'altra parte del fiume deviato con progetti anche leonardeschi) dove in quel 28 maggio ricorreva proprio la festa di Santa Ubaldesca. La Santa calcinaiola doc e non arrivata dalle catacombe romane come il nostro San Faustino. 

Dal '600 Ubaldesca Taccini, restiamo un po' a Lei, era presente nella chiesa del suo paese con un solo braccio ma nel 1923 arriverà anche il resto del corpo, portato da Pisa in solenne processione e banda pontederese ma accompagnato anche dalle polemiche dei prelati pisani che volevano tenerselo in città. Mentre un gruppo di cospiratori calcinaioli stava preparando una spedizione notturna per rubarlo. (Si era già nel '900 ma le ruberie di santi protettori, tipiche dei secoli cosiddetti bui, erano ancora nella mente di qualcuno, vedi "Santa Ubaldesca di Calcinaia" di Giuliamo Bozzoli, Cld, uscito giorni fa). 

Ma torniamo all'ospedale. Fu realizzato dall'architetto Luigi Bellincioni con l'ingente lascito testamentario di Felice Lotti che aveva residenza e fondaci nel palazzo oggi caserma dei carabinieri. Ma la costruzione ebbe problemi - veniamo al punto finale per dimostrare come i progetti e le realizzazioni pubbliche hanno sempre avuto e continuano ad avere problemi - per cui ci furono grosse polemiche tra maggioranza e opposizione di Palazzo Stefanelli. E ne nacque anche una commissione d' indagine che costrinse il sindaco rottigiano Ferdinando Capecchi a dimettersi (vedi"La storia dell'ospedale Lotti" di Silvio Ficini, Bandecchi & Vivaldi), dimissioni, peraltro, allora molto frequenti mentre oggi sono rarissime e quasi sempre causate da problemi giudiziari e non politici.

Dimissioni, allora, continue perché sindaci, assessori e amministratori, tutti possidenti o benestanti appassionati politica cittadina, svolgevano l'attività amministrativa con passione e senza alcun compenso. Vantaggi e guai lungo i corsi della storia.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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