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domenica 13 ottobre 2019

Attualità giovedì 15 settembre 2016 ore 13:45

Il piccolo Erasmus raccontato dai ragazzi

I ragazzi del Montale (da sinistra: Sara, Giovanni, Anita, Marta)

Quattro studenti del liceo Montale sono in Svezia per un mese. Ecco i loro reportagedopo una settimana



PONTEDERA — E' trascorsa una settimana da quando sono partiti da Pontedera. Quattro studenti del liceo Montale, Marta Giani, Sara Biasci, Anita Macelloni e Giovanni Profeti, sono i protagonisti del "piccolo Erasmus" di un mese in una scuola della Svezia. Resteranno a Östersund fino al primo ottobre.

Ecco i diari dei quattro ragazzi:

Anita Macelloni - Östersunds
E' passata poco più di una settima dal nostro arrivo in Svezia ed è davvero incredibile il numero di cose che abbiamo visto o imparato e come ci stiamo ambientando ad abitudini e stili di vita diversi dai nostri; in qualche modo è come se ci sentissimo un po' a casa ormai.
Abbiamo trovato, e continuiamo tuttora, a trovare differenze tra i due paesi coinvolti nello scambio, non solo in generale per quanto riguarda il cibo, la scuola, i mezzi di trasporto, le abitazioni e tutto il resto ma anche a livello delle piccole cose e del modo di vivere.
In questi giorni, oltre ad aver visitato il centro della città di Östersund e aver assistito alle lezioni nella scuola locale, abbiamo sperimentato cose nuove che le persone sono solite fare qui a Östersund e che, invece, possono risultare più insolite per noi studenti di Pontedera. Abbiamo navigato sul lago indossando cappelli e tute da sci e bevendo cioccolata calda, abbiamo raccolto le bacche e i mirtilli nella foresta per poi fare ottime marmellate, abbiamo visto i diversi punti panoramici della città e abbiamo fatto mille foto per ricordare questi momenti divertenti, abbiamo visitato il museo e le mostre ascoltando i nostri corrispondenti raccontarci le storie e leggende su questa fredda città svedese, siamo andati allo stadio a tifare con sciarpe e bandiere per una squadra che ci appartiene soltanto da poco tempo e, infine, abbiamo visitato le città più “vicine”.

Giovanni Profeti - La partita dell'Ofk
Domenica 11 Settembre io ed il mio corrispondente Olof Engdahl siamo andati a vedere una partita casalinga del team locale di calcio Östersunds Fotbollsklubb anche comunemente chiamato ÖFK che milita per il primo anno della sua storia nella prima divisione Svedese ovvero la nostra Serie A. La giornata calcistica è iniziata nel primo pomeriggio quando io, Olof ed un suo amico siamo andati nel Pub sportivo della città dove prima di ogni partita si ritrovano i supporter locali e quelli della squadra ospite per salutarsi, cantare insieme qualche coro e parlare dell’andamento del campionato e della propria squadra. Successivamente siamo andati allo stadio insieme ai “Falkarna Östersund” il gruppo locale di supporter del quale fa parte anche Olof, arrivati, abbiamo cominciato a preparare gli striscioni, le bandiere e la coreografia organizzata per l’ingresso in campo dei giocatori, dopodiché ci siamo posizionati in attesa dell’inizio del match. La partita ha preso subito una piega favorevole per i padroni di casa che hanno segnato due goal nei primi 45 minuti controllando poi la partita nel secondo tempo e sfiorando il 3-0 con una traversa colpita negli ultimi minuti del match. Dopo la partita abbiamo aiutato i Falkarna a riordinare gli striscioni e le bandiere, dopodiché siamo tornati a casa, contenti di una bella vittoria. È stata una bella esperienza assistere ad un match di un campionato diverso dal nostro, cantare canzoni a me sconosciute e vedere quanta civiltà ci sia negli stadi svedesi, non ci sono barriere a dividere i settori, non ci sono celerini o carabinieri ma solo normali steward e i tifosi fra squadre avversarie escono a bersi una birra tutti insieme come se fossero dello stesso team!

Sara Biasci - Sundsvall
Sundsvall è una città che si affaccia sul Golfo di Botnia, nella parte settentrionale del mar Baltico, si trova nel centro-nord della Svezia, a 189 chilometri da Östersund. Domenica con la mia corrispondente Matilda Nilsson e 3 sue amiche (di cui una con la patente) siamo arrivate a Sundsvall in macchina impiegandoci quasi 3 ore, un tragitto considerato breve dagli svedesi, abituati ad avere grandi centri abitativi molto distanti tra loro. In effetti 3 ore in macchina passano veloci quando le strade non sono per niente trafficate e puoi osservare bei paesaggi fuori dal finestrino ascoltando musica, chiacchierando e mangiando le famose caramelle svedesi da noi chiamati “ciuccini”.
A Sundsvall abbiamo visitato la chiesa principale e il centro, dove siamo arrivati verso le 5, momento della giornata cui, dato che é ora di cena, i negozi sono chiusi e le strade sono quasi deserte.
Prima di arrivare in centro, tuttavia, abbiamo fatto un giro fuori città. Non poteva mancare la tappa all’ikea dove abbiamo pranzato da veri svedesi e dove le ragazze hanno comprato candele profumate, cornici e piantine. Inoltre abbiamo girato in macchina nella campagna fuori città, tra strade secondarie poco trafficate e campi coltivati dove si trovano adorabili cottage “immersi nella natura” in cui i proprietari solitamente passano il periodo estivo. Matilda ci ha mostrato il cottage della sua famiglia, molto carino e accogliente dove abbiamo passato un po’ di tempo godendoci il sole e il tempo insolitamente caldo per un giorno di settembre.
Infine siamo arrivate su un promontorio fuori città che è utilizzato come piccolo impianto sciistico durante l’inverno, da dove si ha una bellissima vista su quasi l’intera città fino al mare.

Marta Giani - Gita in barca
Siamo qua davvero, siamo arrivati e ci siamo infiltrati in tutto e per tutto in questa vita svedese piena di novità.
Ieri pomeriggio (13 settembre 2016) abbiamo fatto un giro in barca sul lago di Österund, Storsjön, uno dei più grandi della Svezia. Abbia costeggiato la riva, guardando le infinite foreste e il sole che tramontava piano davanti a noi.
La natura svedese sembra non finire mai. Alberi, campi da golf, ristoranti e case in riva al lago da far invidia a chiunque. Quando il sole stava ormai per scomparire, siamo tornate indietro e ci siamo messe nel mezzo al lago dove abbiamo spento la barca.
Abbiamo mangiato della cioccolata e bevuto un succo caldo di lamponi dolcissimo, che magari a pensarlo non sembra buono, ma provare per credere che è davvero ottimo. Dopo poco abbiamo attraccato al molo, mentre sopra le montagne in fronte a noi, la luna crescente si faceva notare nel cielo rosa del tramonto.



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