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Politica mercoledì 26 ottobre 2016 ore 13:30

"In Valdera serve il coraggio di cambiare davvero"

Alessandra Nardini

La consigliera regionale Pd di Capannoli Alessandra Nardini rilancia l'idea di un progetto politico unitario dopo la frammentazione dell'Unione



PONTEDERA — Un cambiamento vero, verso un progetto politico unitario. Questo chiede a tutta la Valdera la consigliera regionale Pd, originaria di Capannoli, Alessandra Nardini. Dopo la frammentazione dell'Unione dei Comuni, la fuga dell'Alta Valdera, l'uscita di Ponsacco e l'incertezza dello stesso municipio natio della rappresentante regionale, l'appello della consigliera è chiaro: "Credo che sia quanto mai opportuno ribadire oggi la necessità e l’urgenza che ci debba essere, all’interno del Partito Democratico e delle coalizioni di centrosinistra, la reale volontà politica di iniziare concretamente questo percorso".

"L’attuale quadro istituzionale, in piena evoluzione, che vede la Toscana in prima linea in un processo di profonda razionalizzazione e semplificazione con un ridisegno dei confini che supera quelli tradizionali delle province - spiega Nardini -, ci dimostra quanto sia impossibile pensare alla Valdera come ad un territorio frammentato nella costruzione di una nuova progettualità".

E quindi: "Credo fermamente che - sostiene la consigliera regionale Pd - occorra ripensare alla forma di gestione associata che ci eravamo dati e che ha visto venir meno, recentemente, l’adesione di molti Comuni, per costruire un nuovo progetto politico che possa essere condiviso da tutti, e che sia lo strumento attraverso cui definire le priorità del nostro territorio, in termini di servizi, trasporti, infrastrutture, politiche a sostegno del lavoro e delle imprese, visione strategica di area". 

L'obiettivo è semplice. "Un progetto che consenta alla Valdera di riappropriarsi a pieno titolo della sua vocazione - dice Nardini -: essere la cerniera fra la Città Metropolitana e la Costa e tornare ad avere, tutti insieme, un peso-politico amministrativo che gli consenta di essere protagonista in Toscana".

E la ricetta, pare, altrettanto: "Questo percorso - spiega Naridni - deve essere intrapreso perseguendo le finalità per cui, anni fa, era nata l’Unione Valdera: pari dignità di tutte le cittadine ed i cittadini, erogazione di servizi più efficienti, riduzione dei costi, la possibilità di avere una visione strategica della nostra realtà che andasse oltre le mere scelte amministrative. Questi sono ancora gli obiettivi che dobbiamo perseguire, preso atto di ciò che di quel progetto ha funzionato, ma anche delle criticità emerse in questi anni e che poi hanno portato diversi Comuni ad abbandonarlo. Occorre altresì separare due piani - chiarisce la consigliera -: da un lato quello che indichi la visione e la progettualità per questo territorio, dall’altro l’organizzazione dei servizi".

Nardini chiede, quindi una Valdera unita, ma anche un’organizzazione di servizi più elastica e snella da parte di ciascun ente. "Questa discussione - precisa la consigliera regionale - spetta alla politica, quella che, come ho già avuto modo di dire, è mancata in Valdera. Per questo è necessario, finalmente, un consesso politico rappresentativo di tutte le unioni comunali; tengo a precisare questo passaggio perché sono affezionata all’idea, forse antica ma che reputo ancora necessaria e attuale, che sia la politica a dover indirizzare l’azione amministrativa".

"L’esperienza del Parco Alta Valdera prima, e poi soprattutto l’esperienza unitaria dell’Unione dei Comuni della Valdera - ha aggiunto Nardini - ci aveva resi un’apripista all’interno del panorama regionale, mirando a creare una gestione associata di servizi che potesse migliorare la qualità delle proprie risposte ai bisogni dei cittadini. In un periodo di profonde e strutturali riforme - ha concluso Nardini - non possiamo certo abbandonare proprio adesso questo nostro slancio riformista che ci ha sempre visti all'avanguardia: serve il coraggio di cambiare, questa volta davvero".



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