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Attualità Lunedì 06 Luglio 2026 ore 18:30

La preside in pensione, l'abbraccio della scuola

La preside Maura Biasci

​Dopo 43 anni e migliaia di bambini incontrati, da Ponsacco a Bientina a Pontedera, Biasci si prepara a salutare. Dal 1 Settembre termina il servizio



PONTEDERA — Dopo 43 anni di servizio nella scuola, dal prossimo 1° Settembre la preside dell’istituto comprensivo pontederese "Curtatone e Montanara", la professoressa Maura Biasci, va in pensione.

Nella sua carriera, partita da giovanissima, appena ventenne, Biasci ha insegnato a migliaia di alunni, a generazioni di studenti. Bambini e bambine che oggi sono adulti, ma che ricordano con affetto la loro "maestra Maura". Che, dal 2007, è dirigente scolastica, alla guida dell’istituto comprensivo “Lapo Niccolini” di Ponsacco, dove ha ricoperto il ruolo di preside per 15 anni, fino al Polo Dino Carlesi di Pontedera, e, in funzione di reggente per alcuni anni, anche alla “Pacinotti”. Senza dimenticare la vicepresidenza nell’istituto “Iqbal Masih” di Bientina e Buti per sette anni.

Centinaia i docenti con cui ha collaborato, i dipendenti scolastici, numerosi gli assessori, i sindaci e altrettanti i genitori che ha incontrato tanto che il saluto alla preside dei comprensivi della Valdera arriva unanime da Bientina, dalla città della Vespa e da Ponsacco.

Aneddoti, ricordi e un percorso tra i ragazzi raccontato a più voci, dai piccoli agli adulti. Perché Biasci, anche da dirigente, alle prese con un impegno che spaziava dalla didattica all’organizzazione e all’amministrazione, ha sempre cercato di mantenere una relazione diretta con i bambini e gli studenti. "Iniziando spesso la giornata di lavoro con la loro accoglienza all’ingresso di scuola - hanno raccontato alcuni genitori - ed essendo presente agli esami".

E la preside ha consegnato le sue riflessioni e i suoi ringraziamenti a una lettera inviata ai suoi studenti, alle famiglie, ai docenti, al personale, all’ufficio scolastico e a tutti gli istituti in cui ha lavorato: perché la scuola è comunità. Una casa, secondo la dirigente, da vivere con amore e passione, cercando di mantenere uno spirito di appartenenza e collaborazione e allo stesso tempo di stringere un’alleanza educativa all’esterno, con i genitori, con le associazioni del territorio e con gli enti locali.

“Ci vorrebbe un libro per raccontare la scuola che ho vissuto per più di 40 anni: al termine di questa riflessione sento di ricordare solo cose belle, preziose opportunità che solo il mondo della scuola può dare e lasciare indietro le difficoltà che in questo momento sembrano scomparire”, conclude la lettera. 


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