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Attualità lunedì 25 novembre 2019 ore 14:23

"Smettiamo di essere 'principesse'... - VIDEO

Un frame del cortometraggio "Bianca" realizzato dagli studenti del Liceo Montale

...e cominciamo a essere donne". Al Liceo Montale, per la Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, un cortometraggio e una riflessione



PONTEDERA — "Smettiamo di essere 'principesse' e cominciamo ad essere donne". E' la frase finale della riflessione letta oggi al Liceo Montale dalla studentessa Marianna - riflessione che vi proponiamo integralmente al termine di questo articolo - in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

In particolare, la Classe 4B delle Scienze Umane del Liceo ha presentato in aula magna il cortometraggio “Bianca” - anch'esso allegato a questo articolo -, realizzato nell’ambito del progetto Ciak 2030.

"Con questo cortometraggio - ha spiegato il professor Marco Mannucci -, interamente scritto e realizzato dalla classe, si vuole evidenziare come la violenza spesso cominci in piccoli gesti e nelle situazioni quotidiane, in quei gesti che, spesso senza accorgercene, subiamo o facciamo ogni giorno. Allora ecco un improbabile principe di una moderna favola di Biancaneve che cerca di svegliare la Principessa dimenticandosi che forse… bastava un bacio".

Per presentare il cortometraggio l'alunna Marianna, in rappresentanza della classe, ha letto la seguente riflessione sul tema.

" Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne, ma questo lo sappiamo tutti.Ormai questo è un argomento più volte sentito e discusso, ma le cose continuano a non migliorare. Ogni anno migliaia di donne muoiono e vengono violentate.Ma è inutile che io stia qui a dirvi le percentuali di donne morte o di quelle violentate, perché non sono i numeri che rendono più o meno grave un atto violento.Ricordiamoci che noi giovani siamo la futura generazione ed è nostro dovere provare a migliorare il mondo in cui viviamo, quindi smettiamo di passare sopra alle cose, smettiamo di far finta che il fatto non ci riguardi, ci riguarda eccome.Mi è capitato più volte di prendere il telefono dalla borsa in una strada buia e dire “si, sto arrivando” e sono convinta che sia capitato ad ognuna di voi almeno una volta. Oggi ci sentiamo sempre più prese di mira per il solo fatto di essere donne.Tante ragazzine, anche della nostra età, subiscono violenze dai propri ragazzi e magari spesso neanche se ne accorgono, perché per violenza non si intende solo lo stupro, ma è qualsiasi forma di aggressione, minaccia, maltrattamento, terrorismo psicologico da parte dell’uomo verso la donna.Una donna ha il diritto di dire “NO” liberamente, dobbiamo essere noi a farci rispettare!Smettiamo di pensare che a violentare siano solo extracomunitari, cattivi ragazzi, malati di mente e tossicodipendenti, perché questi sono solo stereotipi che non ci fanno vedere la realtà, la maggior parte delle violenze accadono tra le mura domestiche da parte di chi dice che ci ama tantissimo e che farebbe qualsiasi cosa per noi!Per non parlare poi delle violenze quotidiane che molte ragazzine subiscono oggi: ragazzi che impediscono loro di uscire con le amiche, ragazze che vengono rimproverate perché hanno la gonna troppo corta o la maglietta troppo scollata; molte ragazzine pensano che questi comportamenti siano normali, che lui lo fa “ perché ci ama “, NON E’ COSI’ CREDETEMI, ogni violenza comincia con un NO, una litigata e purtroppo non si ferma qui!Oggi lui ti dirà che non puoi uscire con le amiche, domani che non puoi vestirti come vuoi, dopo domani ti dirà che non puoi studiare, poi che non puoi andare a lavorare, ma è questa la vita che una donna veramente desidera? È cosi che volete essere trattate? IO NO!Quindi basta pensare che questi uomini cambino, perché non succerà mai, “il lupo perde il pelo ma non il vizio”! Svegliamoci e usciamo dalle favole, dopo la prima violenza lui non smetterà più, non vi tratterà come meritate.UN UOMO CHE VIOLENTA NON E’ UN UOMO!E allora basta, smettiamo di farci mettere i piedi in testa, diciamo NO ai suoi NO, ribelliamoci, chiediamo aiuto, perché questo non vuol dire essere deboli, ma aver avuto la forza e il coraggio di uscire da una situazione molto pericolosa per noi.SMETTIAMO DI ESSERE “PRINCIPESSE” E COMINCIAMO AD ESSERE DONNE".



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