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venerdì 23 agosto 2019

Politica lunedì 17 settembre 2018 ore 09:37

"Quella raccolta firme è intrisa di razzismo"

Fabiola Toncelli e Andrea Paolucci

I consiglieri del M5s Paolucci e Toncelli condannano l'iniziativa sostenuta dal centrodestra contro la nuova sede dell'associazione dei senegalesi



PONTEDERA — La raccolta firme contro l'apertura di una sede dell'associazione dei senegalesi di Pontedera "Ahmadou Bamba" a palazzo Rota, nei pressi della Stazione, non piace ai consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Fabiola Toncelli e Andrea Paolucci, che non esitano a bollare l'iniziativa come "una nuova Apartheid".

"Apprendiamo dalla stampa - scrivono i due consiglieri pentastellati - che un esponente della destra locale avrebbe avviato una raccolta firme finalizzata ad opporsi al trasferimento dell’associazione culturale senegalese Ahmadou Bamba presso alcuni locali di Palazzo Rota. Baluardo del M5S è la difesa della legalità: arginare l’immigrazione clandestina, combattere il degrado urbano, rendere Pontedera una città sicura, sono indubbiamente principi che ci accomunano ma con altrettanta fermezza ci sentiamo in dovere di prendere le distanze da simili attacchi dei quali contestiamo sia il merito che il metodo.

Non si comprende il motivo per cui ad un’associazione che opera sul nostro territorio da quasi quindici anni dovrebbe essere impedito di trasferire la propria sede dove più ritiene opportuno, esattamente come qualunque altro privato cittadino o associazione; ritenere che il ripristino e il mantenimento della legalità, del decoro urbano e della sicurezza dei cittadini possano passare per simili iniziative non fa che confermare la scarsa preparazione e la mediocrità culturale di determinati elementi che strumentalizzano una situazione di effettivo disagio e degrado (particolarmente avvertito e a più riprese giustamente denunciato dagli abitanti della zona Stazione) mettendo in campo azioni deprecabili e risposte fasulle che oltre ad essere illegittime sono perfino deleterie e antitetiche rispetto a quello che dovrebbe essere l’obiettivo da perseguire.

Si sprecano i nomi dei più illustri sociologi e pensatori contemporanei, tutti concordi nell’affermare che per debellare ed emarginare fino a rendere innocue determinate devianze della società occorre far leva, potenziare e collaborare con la parte “sana” che opera nella legalità.

Porre il veto rispetto ad un’associazione culturale solo perché gestita e presieduta da persone provenienti dal Senegal non può ergersi a politica; in nome di cosa qualcuno può decidere dove stabilire la sede di qualcun altro? Se succedesse a chiunque di noi lo troveremmo inaccettabile; amaramente dobbiamo denunciare che quando le differenze si trasformano in disuguaglianze regna una sola cosa che ha un solo nome: razzismo.

Le posizioni radicali tendono a semplificare e le semplificazioni danno risposte inefficaci ad una società attuale che al contrario si presenta ineluttabilmente variegata, complessa e piena di sfaccettature. Sbagliato sparare a una mosca con un cannone, assurdo e ancor più grave se la mosca è bianca…anche se proviene dal Senegal! In questo momento storico il silenzio è un lusso che non intendiamo concederci: di fronte a certe derive la società civile deve alzare la testa.

Rispetto della legalità, controlli capillari, repressione del crimine, lotta al degrado e nessuna indulgenza nei confronti di chi rende invivibile la nostra amata città; massimo rispetto e considerazione per chi cerca di integrarsi, lavora, paga le tasse e vive onestamente; questa è la Pontedera che abbiamo in mente. Gli adolescenti di oggi condividono con chi è arrivato da lontano non soltanto i banchi di scuola ma gli stessi sentimenti, le stesse passioni, gli stessi obiettivi. Chi pensa che istituendo una nuova apartheid, mettendo a tacere il pensiero altrui, anche simbolicamente, spostandolo altrove, ha studiato poco e capito ancor meno.
Ci viene in mente un estratto di M.L.King oggi più che mai attuale: 'Dobbiamo imparare a vivere insieme come fratelli o moriremo insieme come stolti' ".



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