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venerdì 22 novembre 2019

Attualità venerdì 27 maggio 2016 ore 07:00

Smarrirsi per poi ritrovarsi, con un libro

Maria Caruso

Il volume, scritto anche dalla blogger di QuiNews Maria Caruso, parla del lutto ed è stato pubblicato il giorno dopo la morte di Marco Bagnoli



PONTEDERA — "E' stata una strana coincidenza, quando mi hanno chiamato per dirmi che il libro, dopo tante attese, era stato finalmente pubblicato e quasi in contemporanea ho appreso della morte di Marco". Così Maria Caruso, coautrice del libro dal titolo Insegnanti smarriti, guida alla gestione del lutto e curatrice di un blog su QuiNews, ci ha iniziato a raccontare di questo particolare volume.

Sì perché Marilù, così si fa chiamare, ha lavorato a stretto contatto con l'infermiere di 44 anni morto alcuni giorni fa, trovato senza vita nel suo letto dalla madre. Lo conosceva bene e come molti è rimasta particolarmente scossa dalla sua improvvisa scomparsa.

"Come un'altra coincidenza al tempo in cui persi mio fratello - ha raccontato Marilù - così anche questa mi ha fatto pensare che nulla avviene per caso e che nel dolore dobbiamo trovare la forza di andare avanti sopratutto per far onore a chi ci ha lasciati".

Il libro, scritto insieme a Sergio Ardis e Moreno Marcucci, trae spunto dall'esperienza di aiuto di una classe scolastica in lutto per una compagna in coma irreversibile da tanti mesi e si suddivide in tre parti. La prima romanzata, scritta proprio da Marilù ed estrapolata dagli appunti del medico che seguì la classe. La seconda raccoglie invece alcune riflessioni a tutto tondo sul lutto, mentre la terza vuol essere una sorta di intreccio e sintesi delle prime due. In appendice poi, gli autori hanno stilato anche dieci semplici regole per chi si trova a doversi avvicinare ad una persona in lutto e vuole essere di aiuto.

"Fra pochi giorni incontrerò gli alunni di cui ho letto l'esperienza attraverso gli appunti - ha aggiunto Marilù - e per me sarà una grande emozione e anche un modo per sapere se sono riuscita davvero ad avvicinarmi al loro dolore".

"Questo libro lo dedico proprio al mio amico Marco - ha aggiungo - sempre pronto ad aiutare, solare e buono. Forse nei momenti di sofferenza si vede un po' quel che si vuol vedere, io in questa coincidenza vedo l'occasione di sentirlo più vicino a me".



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