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Lavoro mercoledì 27 febbraio 2019 ore 11:15

Sapori, odori e gusti di un tempo

A Pontedera ogni martedì si svolge il mercatino ortofrutticolo a chilometro zero. Abbiamo incontrato alcuni produttori



PONTEDERA — "Scusi, come mai questi ortaggi sono di misura più piccola rispetto a quelli che troviamo al supermercato?” E’ stata la prima domanda che abbiamo posto ai venditori dei vari stand al mercatino ortofrutticolo km0 di Pontedera, che si tiene ogni martedì in Piazza Unità d’Italia. “Dipende da modelli di coltivazione diversa e dal fatto che la grande distribuzione tende a promuovere ciò che è bello, che non sempre è ciò che è buono” ci hanno risposto. II primo banco dove ci siamo fermati è quello di Egidio Bertucci, titolare dell’Azienda Agrituristica di San Miniato “Il Tufo”, specializzato in prodotti derivati dal maiale e nella produzione di vino: i salumi sembravano chiamarci dal banchetto sia con l’aspetto, sia con il loro intenso “profumo”, che sapevano entrambi di “antico”. Egidio ci ha raccontato che alleva maiali allo stato “semibrado”, il che significa che sono liberi di giorno di girare e nutrirsi in modo autonomo all’aperto, poi la sera quando tornano nella porcilaia vi trovano acqua e farina. Prosciutto salato, semidolce, salsicce di maiale da potersi mangiare anche crude come salamini, salsicce di cinghiale e strutto erano i prodotti che occhieggiavano dal banco insieme ad alcune bottiglie di vino che avevano un aspetto prezioso. E, alle sue spalle, un grande poster pubblicizzava l’attività di agriturismo offerta dalla sua azienda sanminiatese.

Il secondo incontro è stato quello con Luca Bernini di Cascina al suo banco della frutta. Luca ci ha mostrato i vari tipi di mele esposte, alcune di “calibro” molto piccolo. I meli producono mele piccole, medie e grandi e dopo il raccolto vengono selezionate secondo la misura con apposite macchine. A differenza dalla grande distribuzione noi non scartiamo nulla anzi, garantiamo che si possono mangiare con tutta la buccia!

Su un altro banco c’era una grande cesta vuota con la scritta: UOVA; Mariangela la giovane titolare del banco ci ha detto: “In effetti appena arriviamo le nostre uova vanno a ruba: volano via come volano le nostre galline. È grazie al loro sapore autentico e alla loro genuinità. Sono buone strapazzate, al tegamino; per farle sode consiglio di aspettare qualche giorno: si deve formare una bolla d’aria all’interno. Poi Mariangela insieme con la sorella Debora ci hanno parlato anche delle loro chiocciole e del preparato di bellezza.  

Tutto viene fatto alla Helix Valdera, azienda agricola che produce uova, conserve, confetture ed è specializzata nell’allevamento di chiocciole all’aperto e a ciclo biologico.

“Le nostre chiocciole sono allevate nel rispetto della loro natura e delle loro esigenze, lontano dalle strade e dalle fonti di inquinamento, per evitare, dato che si comportano come spugne, che assorbano inquinanti!” ci spiegano.

Ma Helix Valdera, per l’attenzione che Debora e Mariangela hanno sia per l’ambiente sia per le persone, si occupa anche di cosmesi naturale; infatti dal 2015 estraggono (manualmente!) la bava delle chiocciole che utilizzano come base per la preparazione per i loro prodotti di bellezza. “Com’è la bava?” chiediamo curiosi. Mariangela ci risponde che ha un aspetto denso e gelatinoso e che viene rilasciata dalle chiocciole durante il movimento per migliorare l’aderenza alle superfici, perfino su quelle verticali! È raccolta con un metodo chiamato “passivo” ed è poi filtrata dalle impurità.

E quali sono le sue proprietà? “La bava di lumaca è un ottimo rimedio naturale che permette di mantenere idratata e giovane la pelle; viene utilizzata da diversi anni in medicina e nell’industria cosmetica, in quanto stimola la produzione di collagene ed è ottima per combattere le ustioni e funziona come prodotto antirughe e come cicatrizzante; viene anche utilizzata dopo operazioni chirurgiche invasive”, ci risponde Debora.

Vediamo che avete chiamato il vostro prodotto: 80. Possiamo sapere perché? Sempre più coinvolte e appassionate le due sorelle hanno risposto: “Il nome deriva dal fatto che l’80% è la percentuale di bava di chiocciola purissima presente nel prodotto".

E.R.


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