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Attualità Sabato 14 Febbraio 2026 ore 15:03

Modartech, la prima scuola in Italia totalmente sostenibile

La sede di Modartech e i suoi studenti

Dalla pelle ottenuta dai funghi all’energia prodotta dai rifiuti: l'istituto, primo nel settore a optare per il 100% rinnovabile, racconta le scelte



PONTEDERA — Non solo parole, ma scelte concrete, tra collezioni green e fonti rinnovabili. In occasione della Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili del 16 Febbraio, l'Istituto Modartech rilancia il proprio impegno per l’ambiente con un percorso che unisce didattica, ricerca creativa e una decisione strutturale unica nel panorama della formazione: essere la prima scuola di moda e design in Italia alimentata interamente da energia sostenibile.

Un traguardo che si traduce in un impatto reale: la sede della Scuola di alta Formazione, a Pontedera, è alimentata al 100% da energia prodotta da biogas derivante dal trattamento dei rifiuti, grazie alla collaborazione con Ecofor Service. Una scelta che consente di coprire un fabbisogno annuo di circa 85mila kW con fonti rinnovabili, evitando l’emissione di oltre 30 tonnellate di CO₂ ogni anno. Un dato che equivale al consumo energetico medio di circa 30 famiglie e che rappresenta un elemento di interesse pubblico in un momento in cui la transizione ecologica è al centro del dibattito nazionale ed europeo.

Ma la sostenibilità, per Modartech, non si esaurisce nell’efficienza energetica. Tanto che da oltre dieci anni la scuola promuove collezioni e progetti che mettono al centro il riuso, l’upcycling, la ricerca su materiali innovativi e la valorizzazione della filiera responsabile.

Emblematiche le collezioni sviluppate dagli studenti in questi anni: dal materiale green, simile alla pelle, derivata da mais e cereali al Muskin, un materiale ricavato da un particolare fungo; dai patchwork realizzati con tessuti zerowaste e scarti di magazzino fino ai capi trasformabili e alle creazioni nate dal recupero di pellami difettati. Non mancano progetti che utilizzano canapa, bambù, lane naturali, tinture vegetali, fibre prive di trattamenti chimici e lavorazioni artigianali, così come esperienze di reinterpretazione di capi dismessi in chiave fashion sostenibile.

Un approccio che integra coscienza ambientale, etica sociale e innovazione responsabile, intese come estensione del concetto stesso di qualità nella moda: qualità come ricerca, tracciabilità, riutilizzo e attenzione all’intera filiera produttiva. Un modello che si sviluppa anche attraverso un network di oltre 1200 aziende e 500 partner tecnici, coinvolti in progetti didattici, workshop, laboratori e tirocini, rafforzando il legame tra formazione e sistema produttivo. “In un settore, quello della moda, spesso sotto osservazione per l’impatto ambientale, l’esperienza di Istituto Modartech dimostra come la sostenibilità possa diventare parte integrante del processo creativo e formativo - ha spiegato Alessandro Bertini, direttore di Istituto Modartech. - Non si tratta di un tema accessorio, ma una competenza chiave per le nuove generazioni di designer”.


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