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Attualità giovedì 09 giugno 2022 ore 12:24

Oratorio, nella pallacanestro c'era anche Blizze

Luciana, moglie di Mario Maffei ex cestista della Juve, ha letto l'articolo di Giuseppe Cecconi ed in una lettera esprime emozioni e rammarico



PONTEDERA — Ecco la lettera

___________________
Vigevano 07/06/2022

Caro Giuseppe,

come ti ho spiegato al telefono questo pomeriggio, sono Luciana Pistolesi, nata a Pontedera, sul Corso, quasi 80 anni fa, 60 dei quali trascorsi lontano, a Vigevano (PV), come vedi.

Questa giornata sarà per me indimenticabile, perché ho scoperto News Valdera e, a parte Ìa terribile notizia della scomparsa del caro amico Roberto Ciabatti, con il quale abbiamo condiviso ferie in barca a vela, prima con La Cocca e poi con Amalia II, ho divorato il tuo articolo “L’oratorio di Pontedera, una storia da tenere viva”.

Senza perdere tempo, rintracciato il tuo telefono, con il cuore in gola, ho avuto il piacere di parlare con te e poter scambiare ricordi indelebili.

Già, l’oratorio, per mio fratello Alberto o Mosca o Moschina del 1948, era la seconda casa.

E per mio marito, Mario Maffei (Blitz, o, come scrivi tu, Blizze, alla pontaderese, perché un lampo a fare il terzo tempo), uno dei ragazzi del dopoguerra delìa Juve pallacanestro del Dottor Zoli e di Don Bertelli, pure.

Mario è sempre stata una persona molto riservata e schiva, però si era dispiaciuto quando ha scoperto che sul sito del Basket Pontedera non era neppure nominato, lui che per 10 anni ne era stato il capitano, lui che Nello Paratore aveva portato per mesi e per anni a Roma, in Vaticano, prima nella Nazionale Juniores (ho saputo che ne era il capitano da un compagno di squadra incontrato casualmente qualche anno fa e così lo ha appellato quando Io ha riconosciuto), poi come P.O. per le Olimpiadi a Roma del 1960, a cui ha dovuto rinunciare per un infortunio, lui che ha finito la carriera in Prima Serie (la odierna Serie A 1) proprio qui, nella Ursus Gomma di Vigevano.

Nel 2020 Mario ha manifestato il desiderio di venire in palestra a Pontedera, purtroppo non ha fatto in tempo, è stato ricoverato neII’OspedaIe di Pavia per un malore capitato durante un esame, l’hanno portato via e, in tempi di Covid, l’abbiamo potuto sentire telefonicamente per qualche giorno e poi più nulla, nessun contatto...fino al 12 novembre, quando ci ha lasciato.

Adesso riposa, dopo molte peripezie, nella cappella Maffei del locale Cimitero della Misericordia.

Ci ho pensato un po’ su, poi ho deciso di mettere nero su bianco alcuni momenti della mia vita, della nostra vita, delle nostre famiglie , della Pontedera dei tempi della nostra fanciullezza, dei nostri trascorsi professionali per cui, conoscendo specialmente me in tutta Italia, automaticamente conoscevano Pontedera, a cui devo cambiare il titolo ”Pontedera nel cuore”, perché mi sono accorta che è inflazìonato e già usato.

Per me oggi è stato uno dei giorni più belli della mia vita, quando, per caso, ho scoperto che il signor Giuseppe Cecconi, di Pontedera, aveva dedicato tante pagine proprio all’oratorio e lui si ricordava anche di Blizze. Con Massimo, mio figlio, ci siamo commossi. Ho ancora la pelle d’oca pensando alle frasi scambiate con te, caro Giuseppe; abbiamo scoperto di aver abitato a qualche decina di metri, ma quando io sono venuta via, a 19 anni, tu ne avevi solo 15, ed a quella età non avevamo niente in comune.

Che sorpresa sapere che vicino a casa abitava un ragazzo così sensibile, che sarebbe diventato così bravo nello scrivere e nel descrivere, con un italiano semplice, così scorrevole, ma ricco di particolari, che ti fa vivere e rivivere in quei luoghi, con quelle persone che erano il tuo mondo, come se si trattasse di ieri. Io ti scrivo e piango, piango di gioia per il vissuto spensierato di allora, piango per la commozione che mi hanno risvegliato le tue frasi.....e Ti ringrazio tanto tanto, anche da parte di Mario, che, nonostante la sua faccia dura con l’espressione alla Jean Gabin, da killer, era, neanche proprio in fondo, la persona più dolce e sensibile che tu possa immaginare. Spero che possa leggere la nostra corrispondenza ed udire le nostre conversazioni. Senz’altro Te ne sarà grato.

Luciana


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