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Attualità giovedì 23 settembre 2021 ore 14:56

"Perchè ecomostro?"

E' la domanda che fa l'ex sindaco Paolo Marconcini all'indomani dell'annuncio che nell'edificio abbandonato troverà posto una scuola



PONTEDERA — Dopo anni di abbandono e vicende giudiziarie è di ieri l'annuncio ( vedi articoli correlati ) che nel maxi edificio abbandonato sulla destra del viale Europa ( ribattezzato da molti pontederesi "Ecomostro" ) nascerà una scuola.

Una definizione, quella appunto di "Ecomostro", che non trova però d'accordo l'ex sindaco di Pontedera Paolo Marconcini, che ricorda la storia della struttura, il progetto di intervento edilizio e il ruolo avuto dal Comune, che, dice l'ex primo cittadino, "Ha sempre fatto rispettare tutte le norme".

"Sbatti l’ecomostro in prima pagina. Si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un film di Marco Bellocchio del ‘72 con l’indimenticabile Gian Maria Volonté. Un film sui poteri, quello della stampa compreso, e sul loro condizionamento. Perché l’edificio in costruzione, a lato della nuova Coop, o, per meglio dire, il suo scheletro rimasto tale per il fallimento del costruttore, viene definito “ecomostro”? Ormai tutti lo chiamano così, nel conformismo generale. Leggo sul vocabolario Treccani: “ecomóstro, nel linguaggio giornalistico manufatto (costruzione, edificio, installazione, ecc.) per lo più abusivo, che rappresenta una grave deturpazione ambientale ed ecologica”, scrive Marconcini.

"L’edificio in questione, che avrebbe dovuto avere parcheggi sotterranei, una piattaforma di negozi a piano terra e, ai piani superiori, uffici ed abitazioni -mi pare disposti su torri- sarebbe stato di poco più alto dei palazzi retrostanti del quartiere Galimberti. Pontedera è una città, mica un paese. Secondo in che zone, le villette a schiera, estese in orizzontale, sono assai più discutibili e divoratrici di territorio. 

L’edificio comunque era compreso nell’intervento edilizio relativo alla realizzazione della nuova Galleria della Coop, credo una cosa buona ed utile per la Città e il territorio. Per quell’intervento vennero realizzate tutte le opere previsionali di messa in sicurezza idraulica dei terreni, canalizzazioni, aree di contenimento, eccetera, in ottemperanza al piano di bacino. 

L’edificio era in regola con le norme urbanistiche e relativi procedimenti pubblici e quindi autorizzato. Le vicissitudini del costruttore che, ad onor del vero, mise in atto preliminarmente tutte le disposizioni impartite dal Comune, ci dispiacciono e ci addolorano. Ma non si tratta di ecomostro. Il Comune di Pontedera ha sempre fatto rispettare le norme e tutto è stato promosso e assentito nel rispetto dei piani urbanistici e nella tutela dell’ambiente", ricorda l'ex sindaco.

"Non saprei se sia l’area più indicata, ma da cittadino sono contento che l’edificio, come apprendo dalla stampa, serva per la realizzazione della nuova scuola perché ciò risolve un problema della città, dopo le criticità riscontrate alla Curtatone, dà una soluzione “estetica” all’opera incompiuta e anche perché alla fine smetteremo di chiamarla ecomostro", conclude Marconcini.

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