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Lavoro giovedì 07 aprile 2016 ore 18:50

Piaggio, gli scioperi non finiscono qui

Dopo la protesta di stamattina Selmi promette: "Proteste più grandi". Cappellini: "L'azienda non concede incontri". A breve anche le elezioni Rsu



PONTEDERA — Quello di questa mattina davanti allo stabilimento è stato uno sciopero generale su due criticità. Da una parte la protesta per gli eccessivi carichi di lavoro delle linee produttive, dall'altra le preoccupazioni dei dipendenti sugli investimenti che Piaggio ha in programma di fare nello stabilimento di Pontedera.

Lo sciopero di stamani potrebbe essere presto replicato: "Vogliamo parlare coi lavoratori per capire tutto quello che non va - ha detto Simone Selmi di Usb - quel che è sicuro è che faremo altri scioperi".  Gli scioperi sono finalizzati ad avere l'attenzione dei vertici Piaggio: "Vogliamo un tavolo di confronto al più presto" ha specificato Benedetto Benedetti di Uilm. 

"Incontri con l'azienda - ha spiegato Massimo Cappellini, Fiom Cgil - non ce ne sono perché non ce li concedono. Ne avevamo chiesto uno per parlare di ferie e permessi e siamo stati completamente ignorati". L'atteggiamento della casa produttrice ha costretto i sindacati a ricorrere a scioperi, anche insistiti. Come sulla linea di montaggio del Minivan dove da nove settimane gli operai ogni giorno fanno un quarto d'ora di sciopero: "Dopo il rientro della solidarietà - ha proseguito Cappellini - è stato chiesto di fare un veicolo in più al giorno, da 18 a 19. Noi abbiamo chiesto più personale ma l'azienda fa finta di nulla. Per adesso gli operai stanno continuando a fare 18 Minivan al giorno, più il quarto d'ora di sciopero".

Eppure, secondo Cappellini, rendere la vita degli operai meno dura sarebbe semplice: "Basterebbe diluire il lavoro visto che Piaggio di fatto è operativa per 7-8 mesi all'anno".

Le proteste dei dipendenti Piaggio per gli eccessivi carichi di lavoro e per i mancati investimenti sono riassunti dalla dipendente Alessandra Benvenuti, iscritta a Usb: "Anche in 2R c'è stato un aumento di produttività, dobbiamo essere più efficienti e veloci. L'azienda fa cadere sulle spalle degli operai la responsabilità della qualità. Non fanno valutazioni di rischio sui vari lavori e capita di cambiare settore durante la giornata".

"I dati che abbiamo - ha aggiunto il delegato Fiom - ci dicono che la gente in Piaggio si ammala di più. Molte malattie professionali ma anche altre che sono riconducibili come tendiniti, infiammazione del tunnel carpale, problemi alla schiena. Non c'è recupero e riposo a sufficienza". Per quanto riguarda la sicurezza sul luogo di lavoro i sindacati hanno già fatto diversi passi: "Abbiamo chiesto a Piaggio una cosa che ci spetta per legge: il documento sulla valutazione del rischio. Piaggio ce lo ha fornito solo parzialmente. Abbiamo fatto denuncia all'Asl e presentato un esposto alla Procura della Repubblica". 

Gli scioperi dunque come unica via per farsi ascoltare dall'azienda: "Ricorriamo alla protesta - ha concluso Cappellini - per poter ripartire nelle contrattazioni". 

Tra gli incontri invece in programma c'è quello con le istituzioni comunali di Pontedera previsto alla biblioteca Gronchi mercoledì 11 maggio alle 16,30: "Come già detto - ha sottolineato Selmi - siamo pronti a parlare col sindaco Millozzi e le istituzioni"

Altra partita aperta in Piaggio riguarda quella della rappresentanza dei lavoratori. Le Rsu sono in scadenza e dal 10 aprile ogni giorno è buono per indire le nuove elezioni. Dall'annuncio alle votazioni ci sarà circa un mese e mezzo di tempo.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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