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Attualità lunedì 18 maggio 2015 ore 13:35

Pontedera piange l'ex sindaco Enzo Paroli

Originario de La Rotta, fu primo cittadino dal 1953 al 1959. Il cordoglio di tutta l'amministrazione comunale



PONTEDERA — Si è spento a novant'anni l’ex sindaco di Pontedera Enzo Paroli.

Originario de La Rotta, fu primo cittadino dal 1953 al 1959 e accolse per tre volte in città il nostrano presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Negli ultimi tempi Paroli risiedeva all’agriturismo Le Sodole, sulle colline pontederesi.

La salma si trova adesso alla Pubblica Assistenza cittadina.

Cordoglio da parte del sindaco Millozzi e di tutta l'amministrazione comunale.

"Enzo Paroli - scrivono in una nota dal municipio - è stato un grande amministratore, prima assessore e poi sindaco di Pontedera negli anni tra il 1953 e il 1959. Era un comunista e aveva avuto un ruolo di primo piano nella resistenza all'occupazione tedesca nelle campagne della provincia di Pisa nell'estate del 1944. Fu attivo nella formazione partigiana Pannocchia”.

"Con la sua scomparsa - aggiungono - si perde uno degli ultimi testimoni, uno dei veri protagonisti, di quella stagione così importante della nostra storia. Paroli ha sempre avuto a cuore la libertà, la cultura, e ha sempre lavorato per la sua città. In passato ha voluto donare alcune pubblicazioni alla biblioteca di Pontedera. Il Comune di Pontedera lo ricorda oggi e lo commemorerà ufficialmente nei prossimi giorni. Alle persone a lui care, vadano le condoglianze dell'amministrazione comunale e la vicinanza di tutta la città".

Ecco un ricordo dell'amico Roberto Boldrini.

"La vita di Enzo Paroli ha rappresentato una bella storia italiana del secolo scorso. 

La cultura politica di Paroli (anche se lui era il tipo d'uomo concreto alieno dalle mediazioni della politique politicienne) affondava le proprie radici nel socialismo di fine Ottocento, con il padre Guido (1890-1968), dirigente di un'azienda meccanica, che nel 1921 fu al Congresso di Livorno che decretò la nascita del PCdI, cui aderì da subito. Paroli ricordava che il padre però non era un settario, tanto che nei primi anni Trenta, quando la famiglia abitò a Roma, andava a portare i sigari all'ormai anziano e prossimo alla morte Errico Malatesta, l'anarchico capo della Banda del Matese, perseguitato dalle polizie di mezza Europa e d'America. Ma Enzo Paroli non era un narratore, anzi fino a pochi anni fa non amava per niente raccontare che da giovane aveva fatto l'Accademia Militare a Modena, da sottotenente aveva combatutto in Iugoslavia e dopo l'8 settembre aveva disertato, ritornando in Toscana (la famiglia della madre era de La Rotta), per finire a combattere contro i tedeschi. Si era unito alla formazione partigiana "Corrado Pannocchia" che agiva nel sanminiatese spingendosi fino a Montecastello e Montefoscoli, paesi nei quali Paroli, nei decenni seguenti, avrebbe vantato forti amicizie.

Fu protagonista del celebre episodio in Val di Chiecina, nel luglio 1944, quando la cattura e la conseguente uccisione (non per sua responsabilità) di un ufficiale tedesco non si risolse in una rappresaglia solo perché, raccontava Paroli, una tempesta estiva cancellò le tracce della cattura e diede il tempo per occultare il corpo dell'ufficiale, il cui nome è emerso di recente dagli archivi. Una storia quasi mitica per gli abitanti di quelle zone e per Paroli un episodio di cui negli ultimi anni si rammaricava. Come molti combattenti, pensava che le generazioni successive alla sua non potessero capire cosa voleva dire la guerra guerreggiata, ma piano piano negli ultimi anni si era sciolto e raccontava abbastanza volentieri episodi lontani ma anche le cene Anpi del dopoguerra con i canti partigiani innaffiati dal vino. Paroli amava tornare nella zona di Palaia conosciuta come Centulivi, luogo di una grossa battaglia tra gli avanzanti americani, che salivano da Forcoli guidati anche da lui, e i tedeschi in ritirata. Anch'egli in quei frangenti finì catturato: inquadrato in una colonna di Mongoli, alleati dei tedeschi, percorse la strada da Usigliano a Marti, dove riuscì a fuggire. Dopo la Liberazione abbracciò la vita politica ma prima di diventare sindaco di Pontedera andò a cercarne uno per la città addirittura a Milano dove, secondo il suo racconto, abitava l'avvocato Bellincioni, già capo dei socialisti riformisti pontederesi. Ma Bellincioni rifiutò l'invito di tornare a Pontedera per coprire la carica di primo cittadino. Dopo qualche anno quella carica sarebbe toccata proprio a Paroli, carattere adeguato a reggere l'urto di anni di contrapposizioni ferree. Tanto più nella città della Piaggio e di due importanti democristiani come Gronchi e Togni. In particolare era quest'ultimo, ricordava Paroli, il bersaglio di tanti dei suoi comizi di quei giorni. Forse con la sinistra Dc di Gronchi c'era qualche consonanza e infatti l'accoglienza del Presidente a Pontedera, atteso al confine del comune dove oggi è lo Scolmatore, fu trionfale e senza voci dissonanti, almeno palesi. Paroli aveva già dubbi riguardo alla sua appartenenza al PCI quando cessò dall'incarico di sindaco e in effetti poco dopo, all'inizio degli anni Sessanta, lasciò il partito per raggiugnere le sponde del PSDI di Saragat, dove collaborò con la segreteria per i problemi agrari. Nei primi anni Settanta lasciò anche il PSDI, dove doceva prevalevano le motivazioni personali. Nel frattempo aveva fatto una brillante carriera di consulente agrario, soprattutto nel settore enologico, contribuendo a erigere i primi vigneti Sassicaia negli anni Settanta. E questa carriera lo ha assorbito fino a pochi anni fa, dopo l'uscita dallo studio che aveva fondato. Ogni giorno infatti "Il Sole24Ore" veniva attentamente compulsato da Paroli per conservarne i ritagli sulle politiche fiscali che riguardavano l'agricoltura. Dopo una caduta di una decina di anni fa si muoveva con difficoltà ma gli amici come Mario Marianelli e come Rodolfo Masi non lo avevano dimenticato e lo andavano a trovare, come anche Stefano Majnoni di Marti, conosciuto in tarda età e come lui combattente della II guerra mondiale. Come si vede una vita piena, su cui in futuro sarà opportuno soffermarsi con maggiore attenzione".



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