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domenica 17 novembre 2019

Elezioni giovedì 16 maggio 2019 ore 11:28

"Millozzi è rimasto ai tempi del Fibonacci"

I candidati di Forza Italia alle elezioni comunali

Prosegue il botta e risposta fra Forza Italia e il sindaco sui bilanci del Comune. La parola torna ora agli azzurri e al coordinatore Rocchi



PONTEDERA — Alessandro Rocchi, coordinatore di Forza Italia Pontedera, controreplica al sindaco Simone Millozzi sull'evoluzione dei bilanci comunali. L'intervento e firmato anche da tutti i candidati azzurri alle elezioni comunali del 26 maggio.

"In merito alla pubblicazione da parte di alcuni organi di stampa di alcuni articoli dove ormai l’ex sindaco Millozzi sostiene "Tasse raddoppiate? Forza Italia dà i numeri" e ancora: “Gli amici di Forza Italia farebbero bene, proprio nella terra di Fibonacci, a fare campagna elettorale senza offendere l'importanza dei numeri", ci preme rispondere in merito.

E allora sarà il caso di leggerli questi numeri, scritti nero su bianco nei documenti ufficiali del bilancio 2009 e del bilancio 2018. Il prelievo fiscale è passato da 11milioni 223mila a 23milioni 138mila, e il debito è di 79,8 milioni, carta canta e villan dorme.

Al sig. Sindaco Millozzi, che ci invita a leggere Fibonacci (Leonardo Pisano detto il Fibonacci Pisa, 1170 – 1235 circa), facciamo cortesemente sapere che per gestire un bilancio non è sufficiente conoscere “i numeri”, bisogna anche sapere cosa significano, specialmente quando si parla di amministrare un Comune. Evidentemente il Millozzi è rimasto ai tempi del Fibonacci, ci permettiamo di invitare il sindaco a consultare qualche opera un po’ più recente del 1200, anche senza arrivare ai tempi odierni.

Consigliamo, ad esempio, di studiare attentamente Francesco di Marco Datini (Prato, 1335-1410) inventore della “lettera di cambio” successivamente chiamata cambiale, che il mercante Pratese utilizzò per accumulare una notevole ricchezza e che il sindaco Millozzi, sia pur senza firmare titoli di credito, ha utilizzato per fare debiti. Francesco Datini lasciò metà delle sue enormi ricchezze all'Opera del Ceppo di Prato e per l'altra metà allo Spedale di Santa Maria Nuova di Firenze, il lascito di Simoni Millozzi, invece ammonta a 79,8 milioni di debito alla Comunità pontederese.

Ma il sindaco Millozzi dovrebbe leggere anche gli scritti di Fra Luca Bartolomeo de Pacioli, detto anche Paciolo (Borgo Sansepolcro, 1445-1517), e di studiare la “Summa de arithmetica, geometria, proportioni et proportionalita”. Nel nono capitolo della Summa intitolato “Tractatus de computis et scripturis” il buon Paciolo descrive in modo strutturato il concetto di partita doppia, già noto e divulgato nell'ambiente mercantile (e quindi: "Dare" e "Avere", bilancio, inventario) che poi si diffuse per tutta Europa col nome di "metodo veneziano", perché usato dai mercanti di Venezia.

Tra le altre cose il buon Paciolo parla, per la prima volta, delle cambiali che il sindaco Millozzi non conosce per averne virtualmente firmate, senza accorgersene e nella misura di 78,9 milioni di euro, a carico dei contribuenti Pontederesi".



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