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Attualità Martedì 30 Giugno 2026 ore 14:30

Sete Sois, una finestra sul mondo da 34 anni

Musica, arte, teatro di strada, solidarietà e sapori per la rassegna internazionale più longeva della Valdera che promuove il dialogo tra i popoli



PONTEDERA — Un flusso di scambi e interazioni, un maxi evento all'insegna della musica, dell'arte e della gastronomia che dal 6 al 21 Luglio si svolgerà a Pontedera ma, contestualmente, anche in altre realtà, come Montecastello e Calcinaia.

Torna il Festival Sete Sois Sete Luas, con il sostegno del Comune e della Regione, che nato inizialmente come un ponte culturale tra Italia e Portogallo, ha raggiunto oggi più di trenta contesti e Paesi diversi, toccando il traguardo della 34esima edizione e proponendo un ricco calendario di eventi a ingresso gratuito, con prime nazionali, produzioni originali, spettacoli di circo contemporaneo, concerti e incontri con artisti internazionali. Ad arricchire il programma tornano anche le apprezzate "Esperienze di Sapori Sete Sóis", degustazioni gratuite aperte al pubblico che, grazie alla collaborazione con la chef toscana Maria Menegato e con realtà del territorio come il Gruppo Culturale Il Mattone, uniscono l'arte alla tradizione gastronomica della Valdera.

"Non si cercano le tendenze del momento - ha spiegato il deus ex machina del progetto Marco Abbondanza - ma sono invitati musicisti di livello internazionale per un festival che presenta la bellezza della diversità musicale, legata all'identità dei popoli, riscoprendo spazi che hanno una loro magia". 

Così si parte lunedì 6 Luglio con una serata suggestiva tra il fiume Arno e il Parco Fluviale della Rotta. Alle 19 a bordo del battello Andrea da Pontedera, la prima nazionale del duo João Barradas & Floriana Cangiano, un raffinato dialogo tra fisarmonica e voce e dopo la degustazione dei sapori della Valdera a cura del Gruppo Culturale Il Mattone alle 21,30 la MED 7LUAS26 Orkestra, nuova produzione originale del Festival che riunisce sei musicisti provenienti da Brasile, Francia, Italia, Martinica e Portogallo. Sul palco João Barradas, Flo, Nicolas Grosso, Gustavo Roriz, André Sousa Machado e Hervé Cercal. La passione del flamenco catalano arriva al Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera martedì con il Barcelona Flamenco Ballet mentre domenica 12 Luglio sarà la volta del circo acrobatico e viaggi musicali, una serata dedicata a tutta la famiglia. Alle 19,30 Mon Royaume della compagnia francese Les P'tits Bras, degustazione enogastronomica con Maria Menegato e alle 21,30 Canzoni Raccolte di Paola Bivona, la prima di un nuovo viaggio musicale che intreccia Italia, Capo Verde, Portogallo e Brasile. Martedì 14 Luglio protagonista il Fado d'autore a Montecastello, nella splendida cornice di Villa Malaspina con Fréderico Gato & The Stick & Rope Band feat. Il Festival chiude poi lunedì 20 Luglio con la festa finale in piazza Malaspina a Montecastello con i portoghesi Recanto.

Da sempre però il Festival Sete Sóis Sete Luas è anche solidarietà e porta la cultura nei luoghi della cura. Il 20 e 21 Luglio il duo Recanto sarà protagonista di una serie di concerti dedicati agli ospiti delle Rsa di Calcinaia e Pontedera, confermando la vocazione sociale della manifestazione e il desiderio di condividere la musica con tutta la comunità.

Ma non c'è solo Pontedera e i suoi borghi. "In questi giorni - ha aggiunto Abbondanza -  abbiamo realizzato festival a Lussemburgo, a Casablanca, in Croazia e continueremo in Marocco. Una città marocchina fra l'altro ha donato un terreno dove vogliamo creare un nuovo centro da inaugurare nel 2030 quando ci saranno i mondiali che si aggiungerà a quello pontederese e a quello di Capo Verde".

"Ho avuto la fortuna di partecipare all'incontro in Marocco e ho visto da vicino un progetto che costruisce ponti e accorcia le distanze puntando sul fatto che il Mediterraneo può tornare a essere un luogo di connessioni come lo è sempre stato nell'antichità - ha concluso l'assessore alla Cultura Francesco Mori - del resto, oltre l'estate l'attività del festival si snoda lungo il corso dell'anno e non fa capo a un unico luogo ma c'è una rete fatta di tante esperienze. Proprio per questo il festival è un antidoto a parole che ritornano, come remigrazione". 


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