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martedì 20 agosto 2019

Attualità venerdì 30 dicembre 2016 ore 17:00

Settant'anni di bici e i venerdì con Gino Bartali

I figli Roberto e Carla e in mezzo il dipendente Loreno

Importante traguardo per lo Iacopini Cicli, storico negozio pontederese aperto nel 1946. La passione di Foresto, quella dei figli Roberto e Carla



PONTEDERA — Settant'anni di passione, lavoro e storia. Sono quelli dello Iacopini Cicli, storico negozio di biciclette di via Pisana nato nel 1946 dalla forza di Foresto Iacopini che aprì le porte anche all'amico Gino Bartali, poi dalla moglie Luciana e ora viene portato avanti dai figli Roberto e Carla insieme al dipendente Loreno.

Negli anni in cui aprì il negozio, la bicicletta era un mezzo di trasporto diffusissimo ma non tutti potevano comprare quel mezzo che costava fra le 300 e 320 lire, tant'è che Foresto racconta sempre che in molti le acquistavano a discorsi, cioè le pagavano con le cambiali.

Fino agli anni '60 il negozio di Iacopini svolse anche il servizio di posteggio. Da Foresto era possibile parcheggiare la propria bici e recarsi a piedi al mercato o alla fiera.

Per un certo periodo, il negozio spostò le vendite sui motorini e moto - lo stesso Foresto ne era un appassionato, partecipò a diverse corse e fu anche presidente del Moto Club Pontedera. Poi nel 1966 la Grande Alluvione e l'acqua dell'Era che riempì il negozio e bici e moto vennero danneggiate irrimediabilmente. Ma Foresto non si buttò giù, si rimboccò le maniche, riaprì insieme alla moglie Luciana, abbandonò il settore delle moto in crisi per l'avvento delle auto e si dedicò alla costruzione delle biciclette, dal telaio fino al montaggio e la firma. La grande passione per questo lavoro portò Foresto alla specializzazione nel settore dei cicli da corsa su misura e divenne un punto di riferimento per gli esperti di ciclismo e i giovani corridori. E' qui che decise di ingrandire l'attività e trasferire la sede in via Pisana, dov'è tutt'ora.

Il primo a continuare l'attività dopo Foresto fu il figlio Roberto che, terminati gli studi superiori e il servizio militare, decise di intraprendere lo stesso mestiere del padre. Arrivò il boom della mountain bike dall'America e in molti si avvicinarono al mondo delle due ruote. Roberto creò il Gruppo Sportivo Iacopini Cicli con il quale ricominciò a fare gare con la Mtb e tesserò altri ragazzi appassionati come lui.

Negli anni Novanta poi, in negozio arrivò anche la sorella Carla, importante aiuto per il lato della contabilità e delle vendite.

Giunti a questo traguardo di 70 anni di attività, abbiamo fatto due chiacchiere con gli attuali titolari.

Perché vostro padre aprì proprio un negozio di biciclette?
Nostro padre Foresto aveva imparato il "mestiere" a Fornacette, da Ilio che aveva una bottega nel paese. Era appassionato sia di biciclette che di motorini, così all'età di circa 20 anni (era nato nel 1926) dopo aver fatto il servizio militare, decise di aprire un negozio di biciclette a Pontedera, in via I Maggio, la prima sede del negozio, proprio davanti ai binari del tram che veniva da Pisa, e infatti tutt'ora ricorda che "quando passava il tram bisognava chiudersi in negozio perché venivamo travolti dal grande fumo che entrava da tutte le parti".
Poi, nel 1986, il negozio si è trasferito in via Pisana.

Chi sono, oggi, i maggiori utilizzatori di bici?
Nella nostra zona, la bicicletta è usata come mezzo sportivo da appassionati di ciclismo, come mezzo di trasporto da persone anziane che usano poco la macchina e da qualche signora per poter andare a fare la spesa. Negli ultimi anni, con l'arrivo degli extracomunitari, la bicicletta per molti di loro è il mezzo di trasporto.

Secondo voi cosa si potrebbe fare di più a livello urbanistico per incentivare l'uso di biciclette? Se sì cosa?
Per rispondere basta prendere ad esempio i paesi più evoluti, come il nord Europa, l'Olanda in particolare. Inoltre bisognerebbe già a livello scolastico insegnare la cultura di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto soprattutto in una città piccola come Pontedera.

Come sono cambiate le biciclette in 70 anni?
In 70 anni le biciclette sono cambiate moltissimo: a partire dai materiali con i quali sono costruite, una volta si usava l'acciaio, oggi si usa l'alluminio e il carbonio. Sono cambiate le geometrie nella costruzione dei telai; i movimenti e le trasmissioni che da manuali sono passati ad essere sincronizzate, quindi più precise e di conseguenza perfette. Senza parlare delle biciclette elettriche con le quali si pedala senza fare fatica. 

Qual è stato il periodo in cui si sono vendute più biciclette?
Il mercato è molto cambiato, 70 anni fa il mezzo di trasporto più usato era la bicicletta, oggi poche persone vanno al lavoro in bicicletta o a fare shopping. Il primo periodo in cui sono state vendute più biciclette è stato quando negli anni '70 ci fu l'"austerity". Mentre il grande "boom" ci fu a fine anni '80 inizio anni '90 con l'avvento della Mountain Bike.

Alla domanda se hanno ereditato la passione per le bici che aveva il padre. Roberto e Carla hanno risposto in modo semplice: "La passione per la bicicletta è fondamentale, perché questo tipo di lavoro lo puoi fare solo se hai veramente tanta passione".

E infine un piccolo aneddoto che fa capire chi era il fondatore e qual'è lo spessore della storia di questo negozio. "Foresto con i clienti era sempre allegro e pronto alle battute. Amava moltissimo il suo lavoro proprio per la grande passione per la bicicletta e per il ciclismo. Babbo - ricorda il figlio Roberto - è stato molto amico di Bartali; Ginettaccio spesso il venerdì veniva a Pontedera da Foresto, per parlare di ciclismo ma anche perché la mia mamma Luciana cucinava la zuppa di cavolo, per la quale Gino andava matto".



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