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Attualità sabato 31 marzo 2018 ore 15:00

"Non c'è bisogno di creare paura e panico"

La municipale presidia corso Matteotti fino a dopo l'ora di chiusura dei negozi
La municipale presidia corso Matteotti fino a dopo l'ora di chiusura dei negozi

Rifondazione comunista è intervenuta sulle recenti uscite di Arcenni e Forza nuova: "Furti in tutta la provincia, Pontedera non è sotto assedio"



PONTEDERA — Il tema della sicurezza è uno dei temi caldi di questa primavera post elezioni del 4 marzo. Ma, c'è da dire, che a Pontedera e un po' in tutta Italia, si parla di sicurezza e di percezione di sicurezza ormai da anni.

Sulla vicenda è intervenuta anche Rifondazione Comunista: "Ed ecco che rispuntano i “vigilantes”, prima Fratelli d’Italia lancia la palla con le dichiarazioni di Matteo Arcenni che parla di una Pontedera sotto assedio, di sponda risponde Forza Nuova con la riedizione delle ronde, pardon, “passeggiate della sicurezza”, per rispondere alla richiesta di aiuto da parte dei commercianti".

"Come Rifondazione Comunista crediamo che Pontedera, di gridi d’allarme fasulli lanciati dalla destra e di tentativi di creare paura e panico tra gli abitanti, non ne senta davvero il bisogno. Queste becere dichiarazioni e atteggiamenti servono solo a fare misera propaganda e a seminare paure che non esistono. L’ondata di furti purtroppo coinvolge tutta la provincia, basta leggere i giornali in maniera corretta. Pertanto parlare di Pontedera sotto assedio è pura follia, dettata solo dal desiderio della destra di far leva sulla comprensibile rabbia dei commercianti".

"Una categoria, quella del commercio, messa in ginocchio in questi anni da ben altri e più profondi fenomeni, che hanno una natura tutta economica: liberalizzazioni selvagge, apertura indiscriminata di centri commerciali e forme di concorrenza sleale legalizzate, proliferazione delle grandi catene con relativo impoverimento del centro storico ormai identico ad un qualsiasi centro di una qualsiasi città di provincia".

"La verità è che l'insieme di pratiche, retoriche e discorsi che chiamiamo "decoro" hanno il fine ultimo di distruggere gli spazi pubblici in nome della (illusoria) difesa di quelli privati. Invece di concentrarsi sul fatto di come alcuni quartieri di Pontedera avessero le medesime problematiche anni e anni fa, quando gli attori di questi fenomeni erano forse tutti italianissimi, si preferisce spostare l'accento sul decoro e sulla caccia allo straniero, sul senso dello spazio pubblico e su chi ha il permesso di attraversarlo. Il problema delle nostre società sono sempre più le marginalità, la povertà, il degrado sociale in cui fioriscono ignoranza e criminalità, di qualunque colore e lingua. Ma di questo, chissà perché, non si parla mai".

"Il risultato è uno spazio urbano sottoposto sempre più a rigidi controlli e a sorveglianza - hanno concluso da Rifondazione - diviso in zone più o meno accessibili, così come viene diviso in campi semantici opposti: da un lato l'ordine, la pulizia, l'uniforme, l'autorizzato, dall'altra il disordine, lo sporco, l'informe, l'abusivo. Al posto di un'operazione come quella che s'imporrebbe a Pontedera e altrove, con una seria riflessione sul rilancio del welfare e delle politiche sociali o di difesa del piccolo commercio, si preferisce generare un clima di insicurezza, che ha molta presa nel dibattito e nell’opinione pubblica perché cavalca e si sostituisce a un’insicurezza reale, esistenziale, come quella legata alla precarizzazione del lavoro e alla crisi economica. Non saranno certo le farneticanti affermazioni di Arcenni, né tanto meno le ronde dei neo fascisti a risolvere tali problemi. Lasciamo che siano le forze dell’ordine ad intervenire. In ogni caso come Rifondazione Comunista non siamo disposti a tollerare queste iniziative e non è detto che davanti alle passeggiate della sicurezza non si affianchi anche una sana derattizzazione antifascista. Auspichiamo inoltre che di fronte a queste passeggiate, rispondano forze politiche e sociali affinché il fascismo non abbia spazi di azione politica nel nostro territorio".



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Permessi di soggiorno per i migranti, l'escamotage dell'orientamento sessuale

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