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sabato 19 ottobre 2019

Politica domenica 24 febbraio 2019 ore 11:17

Sindaci, gratis o pagati meglio?

I sindaci di Pontedera Marconcini, Monni, Rossi e Millozzi

Nei 158 anni dell'Italia Unita ci sono state due soluzioni opposte. Un tempo le dimissioni erano continue mentre Carletto Monni è stato il più longevo



PONTEDERA — Nei primi 83 anni di regia italica vita (1861-1944) 32 primi cittadini fra sindaci, podestà e commissari prefettizi, hanno guidato la città Pontedera. Mentre nell'attuale sistema democratico-repubblicano con i 75 anni di vita ne ha avuti 16 'soltanto', poco più della metà. Sapete perché? 

Perché fino alla seconda guerra mondiale i primi cittadini di Pontedera e di tutta l'Italia non avevano stipendi, insomma lavoravano gratis, potendoselo permettere, mentre quelli moderni hanno uno stipendio. Due sistemi diversi, il secondo considerato più democratico, mentre i compiti da svolgere, guidare la città con l'aiuto di vicesindaci, assessori e consiglieri amici, sono da sempre gli stessi. Ovviamente con formule evolute ma pur sempre per realizzare scuole, infrastrutture, cercar di tenere la città il più pulita possibile, eccetera eccetera.

Domanda: meglio guidare gratuitamente il comune o avere uno stipendio pubblico? Lo abbiamo chiesto ad amici e la risposta è stata più o meno equamente divisa tra chi sarebbe ancora per la gratuità del servizio, chi vede giusto il compenso e chi non sa di preciso cosa dire e pensare in merito, "visto che in entrambi i casi ci sono pro e contro". Tanto che qualcuno sostiene che' sindaci e assessori dovrebbero essere pagati meglio purché lavorino meglio al servizio della comunità'.

Siamo in periodo elettorale e magari può essere interessante sapere che per legge il tetto massimo di stipendio per il primo cittadino di Pontedera è di 3.100 euro lordi e che l'attuale sindaco Millozzi non ha mai adeguato la retribuzione spettante mantenendo la riduzione del dieci per cento che lo porta ad un compenso mensile netto di circa 2.000 euro.

Il comune di Pontedera è infatti nella fascia dei comuni da 10mila a 30mila abitanti, quota trentamila a cui si punta senza successo da anni e anni perché (stipendio a parte) farebbe fare un salto amministrativo importante. Mentre sotto i mille abitanti è di 1.290 euro e sopra i 500mila di 7.880. 

Ma perché dall'Italia Unita alla fine del fascismo sindaci e podestà cambiavano spesso, tanto che soltanto l'avvocato Enrico Capecchi della Rotta e il cavalier Francesco Maglioli rimasero in carica per 12 e 10 anni? Perché soprattutto allora litigavano in continuazione - il famoso architetto-sindaco Luigi Bellincioni, a esempio, voleva fare il monumento ad Andrea mentre altri colleghi non lo volevano e si dimettevano anche pochi mesi dopo esser stati eletti. E nonostante l'dea che il fascismo fosse unito, anche i podestà, almeno quelli di Pontedera, si dimettevano spesso per contrasti con altri gerarchi.

Dal 1993 i sindaci attuali possono stare in carica al massimo 10 anni, ovvero due legislature, ed ecco perché Simone Millozzi, per fare l'esempio più attuale, non può ripresentarsi alle elezioni, mentre il sindaco più longevo di tutti, quando ancora non c'era il limite dei dieci anni, è stato Carletto Monni, in carica dal 1975 al 1990. Quindici anni.

Mario Mannucci
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