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Lavoro martedì 09 febbraio 2016 ore 14:30

Situazione Dna, Cobas detta le condizioni

In un intervento il sindacato spiega quali sono i punti imprescindibili. Dalla legge sui licenziamenti fino alla riassunzione del delegato Giacomelli



PONTEDERA — Cambio nella società che gestisce l'appalto Ceva. Come accennato nei giorni scorsi la Dna lascerà il posto a Lintel per la gestione del magazzino ricambi Piaggio.

Cobas ha stilato una serie di punti critici che intende discutere da subito coi nuovi gestori: “Non solo la legge sui licenziamenti – hanno detto i responsabili del sindacato -, anche se quella legge va messa decisamente in testa alla classifica, rivendicando l’adozione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori al posto del Jobs Act. Da tenere in considerazione anche i punti seguenti:

1- il rapporto di lavoro con la nuova ditta dev’essere regolato interamente dal Contratto Nazionale, senza nessuna deroga peggiorativa, né presente né futura, risalente al Regolamento della cooperativa;

2- non un posto di lavoro dev’essere toccato, nel senso che tutti i lavoratori di Dna anche i part time devono essere assunti a tempo pieno dalla nuova società visti anche i carichi e la mole di lavoro;

3- da subito, devono scomparire i metodi e i comportamenti tenuti dalla dirigenza Dna e dai suoi preposti nei confronti del personale: metodi e comportamenti improntati al criterio della “caccia alle streghe”, per cui si veniva e si viene controllati, pedinati, discriminati, trattati con prepotenza e arroganza, colpiti da provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento;

4- deve scomparire anche il sistema unilaterale di relazioni sindacali adottato dalla dirigenza Dna, per fare terra bruciata intorno a sindacati e rappresentanti sindacali non graditi, privilegiando i rapporti con altri sindacati e altri rappresentanti sindacali;

5- dev’essere assunto il lavoratore Sandro Giacomelli, licenziato da Dna senza nemmeno una parvenza di “giusta causa” o di “giustificato motivo”, ma soltanto per il ruolo sindacale svolto.

Assunzione non solo finalizzata a rendere giustizia al lavoratore, ma anche prova tangibile e concreta del nuovo clima sindacale, cui la nuova ditta vorrà ispirarsi. Ogni altro diritto, ogni altra rivendicazione avrebbero vita davvero stentata, se non riuscissimo ad affermare questi 5 punti e quello prioritario riguardante la legge sui licenziamenti” hanno concluso dal sindacato”.


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