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giovedì 18 luglio 2019

Politica mercoledì 06 febbraio 2019 ore 06:30

Sono tanti o pochi 2550 voti alle primarie?

Nel 2009, un'era politica fa, furono più di quattromila. I dati si possono leggere in molti modi ma Millozzi e Franconi hanno preso gli stessi voti



PONTEDERA — Comunicazioni veloci, mille canali a cui accedere, tv, computer, smartphone. Poco dopo il 2010 i 140 caratteri di Twitter (ora 280) sembravano la nuova misura del messaggio politico. Pochi anni dopo si è pensato che fossero gli hashtag. Adesso sono di gran moda i video fatti con i telefonini, in cui l'immagine esce stretta e lunga. I politici li usano parecchio.

Per questo il 2009 e gli oltre quattromila voti alle primarie del centrosinistra a Pontedera appartengono ad un'altra era politica. 

Sono tanti o pochi, dunque, i 2550 votanti delle primarie di domenica 3 febbraio 2019?

Dipende da dove si guarda, un po' come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Per il centrodestra ovviamente sono pochi ed è stato un flop, mentre per il centro sinistra è stato un successo di partecipazione.

Analizzando però i dati si vede che Millozzi nel 2009 aveva due sfidanti forti (Daniela Pampaloni e Renato Lemmi), capaci di racimolare migliaia di voti mentre dieci anni dopo Matteo Franconi ha dovuto fronteggiare un solo candidato, Eugenio Leone, capace di prendere 400 voti.

La cosa da sottolineare, che probabilmente il centrosinistra ritiene positiva, è che Millozzi e Franconi hanno preso grossomodo lo stesso numero di voti, 2300 a 2100. Quindi a fronte di circa 1500 votanti in meno il candidato forte è rimasto stabile.

I voti di Millozzi alle elezioni comunali 2009, pochi mesi dopo, quadruplicarono diventando 8800. L'attuale sindaco succedette a Paolo Marconcini con il 55 per cento delle preferenze, al primo turno. Lo sconfitto fu Giacomo Zito del centrodestra, 29 per cento con 4667 voti.

Nel 2014 Millozzi non ebbe bisogno delle primarie e alle elezioni prese lo stesso numero di voti (8808 contro gli 8819 del 2009) salendo al 60 per cento di preferenze e battendo opposizioni frammentate con Forza Italia al 16 per cento (Domenico Pandolfi candidato sindaco) e i Cinque stelle al 12.

Anche in queste elezioni comunali del 2019 le forze in campo dovrebbero essere almeno tre: centrosinistra, centrodestra e M5S. I tempi, come si diceva all'inizio, sono molto cambiati e il centrodestra, guidato dalla Lega, sta facendo incetta di voti un po' dappertutto. La Pontedera che vota centrosinistra spera di essere il primo argine che regge a questo fiume che prima ha conquistato Cascina e poi Pisa. 

E' possibile ipotizzare che il centrosinistra (come già fatto con l'operazione di Pontedera in Comune che ha fuso gli arancioni, 1500 voti nel 2014, con la lista civica indipendente, 1100) cerchi di allargare ancora la sua base, guardando a sinistra. Nel 2009 Rifondazione comunista corse da sola candidando Carla Cocilova e prendendo più di 800 voti e uno scranno in consiglio comunale. Cinque anni dopo Rifondazione corse ancora da sola prendendone la metà. 

Da quel che si apprende questi 2550 voti sono stati accolti con soddisfazione dal centrosinistra, come un segnale di fiducia che i cittadini hanno dato agli attuali amministratori, soprattutto per quanto riguarda i voti ottenuti dal candidato del Pd che come detto, sono stati quasi gli stessi ottenuti dieci anni fa.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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