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martedì 15 ottobre 2019

Politica sabato 02 febbraio 2019 ore 10:39

Domani le primarie, tre domande ai candidati

Matteo Franconi ed Eugenio Leone

Franconi e Leone rispondono sul futuro di Pontedera. I pontederesi potranno scegliere il candidato sindaco dalle 8,30 alle 21,30 di domenica



PONTEDERA — Domani, domenica 3 febbraio, gli elettori del centrosinistra sono chiamati a scegliere il candidato sindaco fra Matteo Franconi (Pd) ed Eugenio Leone (Pontedera in Comune). Di seguito le risposte dei due candidati a tre domande che abbiamo sottoposto loro.

Quale sarà l' eventuale prima iniziativa da sindaco per la città e le sue frazioni e per la macchina comunale?

FRANCONI "Sono abituato a non fare proclami ma a lavorare sodo e rimboccarmi le maniche. Se i cittadini di Pontedera mi accorderanno fiducia e ci incaricheranno di realizzare il nostro progetto di città, la prima cosa sarà quella di iniziare a lavorare, da subito, giorno dopo giorno, con dedizione e passione, per realizzare quelle cose che abbiamo promesso di fare. Con trasparenza ed umiltà al servizio di Pontedera e dei pontederesi. Perché ci sarebbe una storia nuova da scrivere ed un faticoso lavoro da compiere per rendere questa città ancor di più all’altezza delle aspettative che in essa vi ripongono i nostri giovani ed i nostri figli".

LEONE "Costruire una squadra di governo fatta di persone competenti che si mettono in gioco per trovare a risollevare l’economia della città e generare lavoro. Presentare alla città una visione d’insieme e costruire un piano organico che coinvolga centro e frazioni, da discutere e condividere con cittadini e associazioni attraverso la valorizzazione delle Consulte di Quartiere. Obiettivo rilanciare il commercio e la piccola edilizia locale, individuare finanziamenti europei per la rigenerazione delle aree abbandonate della città (ex Ipsia, Mercato Ortofrutticolo, ex Consorzio Agrario), lanciare il nuovo distretto produttivo del Dente Piaggio legato alla robotica e alla ricerca, programmare e concordare le attività e gli investimenti polo ambientale. Programmare un piano di attività culturali della città, come antidoto al barbarismo delle destre, che sappia valorizzare le associazioni culturali, trovando sinergia nel commercio e diventando volano per il turismo, in cui Museo Piaggio e Palp siano motori trascinanti. Inoltre, riformare la struttura della macchina comunale, valorizzando le persone e organizzandola per progetti e non per funzioni, responsabilizzando tutti sugli obiettivi per evitare disservizi o problemi di gestione".

In caso di sconfitta alle primarie ci sarà un sostegno reale e concreto al vincitore per il voto di maggio?

LEONE "Certo che sì. La dimostrazione di questo è la lealtà con cui in questi 5 anni noi Arancioni per Pontedera abbiamo appoggiato la maggioranza pur non condividendone alcune scelte. Le primarie sono servite a presentare due profili diversi di candidati provenienti da due mondi diversi: Franconi dal PD e Leone dalla società civile con la Lista Pontedera in Comune indipendente dai partiti e dalle correnti di partiti. La scelta è anche questa, ma i due candidati, all’indomani delle primarie, devono presentarsi uniti a maggio, con propositività, guardando al futuro per affermare le proprie idee e i propri progetti senza temere le destre".

FRANCONI "Ho già avuto modo di dire che la campagna per le primarie è stata una bellissima occasione di confronto aperto, di ascolto e di partecipazione con la città organizzate al servizio delle necessità e dei bisogni raccolti tra la gente, dentro il tessuto produttivo e commerciale, all’interno dei quartieri, delle frazioni e della nostra rete associativa. Per tutti noi è stato un modo di proporre idee, suggestioni, azioni, progetti e spunti che saranno la base di partenza per la costruzione di un programma elettorale che dovrà immaginare la Pontedera del 2030. Sarà anche grazie a questo percorso che potremo proporre ai cittadini una visione strategica ed azioni concrete che tengano assieme, con competenza e lungimiranza, la speranza e la fiducia di una città che ha tutte le risorse, le energie e le intelligenze per affrontare le sfide della modernità senza accartorciarsi dentro gli slogan vuoti e le paure strumentali cavalcate dalle destre. Proprio per questo ritengo per un verso scontato e per altro doveroso che qualunque sia l'esito delle consultazioni del 3 Febbraio, a chi i cittadini affideranno il compito di lavorare a questo progetto di città dovrà esser garantita da parte di tutti i compagni di viaggio la massima e piena collaborazione ed un sostegno leale".

Pontedera è in un momento difficile o i suoi problemi sono, più o meno, quelli di tutte le città simili?

FRANCONI "Nessuna città è mai uguale ad un'altra. Può avere caratteristiche simili per dimensioni demografiche o territoriali, può avere vocazioni omogenee e dinamiche socioeconomiche vicine ma, lo ripeto, ogni città ha una sua peculiarità ed una propria specificità. Per questo motivo io credo che la cifra essenziale per poter governare una comunità come la nostra possa essere il conoscerla nel profondo, sapere chi siamo, dove siamo arrivati, quali e quanti problemi ci sono e quali e quante soluzioni concrete possiamo mettere in campo per affrontarli. Le città sono come le persone. Se ne può amare una soltanto. Ed io amo la comunità di Pontedera perché sa mettere al centro le persone e prendersi cura delle loro aspettative e dei loro problemi. Perché Pontedera è stata e deve poter esser ancora una città aperta, viva, una città con servizi ed infrastrutture all’altezza dei bisogni di chi la abita. Perché la gente di questa città sa progettare e scegliere in tempo il proprio futuro senza arrivarci per contrarietà".

LEONE "Vive problemi simili ad altre città, ma per la nostra comunità sono problemi nuovi come quelli relativi alla difficile integrazione e alle conseguenze di una forte crisi economica. Per affrontare questi nuovi problemi, come la sicurezza urbana, ci vogliono amministratori nuovi che usino metodi nuovi per rispondere a queste giuste esigenze. In questo momento serve pragmatismo, soluzioni concrete, che tengano conto delle esigenze dei cittadini e non soluzioni figlie delle ideologie del ‘900. Dobbiamo tenere fermi i valori fondanti, lavorare nel quotidiano e guardare lontano".



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