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Attualità martedì 11 aprile 2017 ore 10:00

L'incidente non ferma il campione di bodybuilding

Alessandro Filippi, 54 anni, è rimasto gravemente ferito in uno scontro sull'Arnaccio. Ma ora è di nuovo in gara per una competizione internazionale



PONTEDERA — Ha 54 anni e vive a Cascina ma dirige una palestra a Pontedera. La sua è una vita dedicata allo sport e alla cura del corpo.

Una storia segnata da un drammatico episodio, quando, sull'Arnaccio, un'auto ha urtato con violenza lo sportello del suo veicolo, procurandogli gravi ferite.

Dopo lunghe settimane di riabilitazione Alessandro Filippi, culturista campione del mondo nel 2009, torna in forma sul palco di una prestigiosa competizione mondiale.

"L'impatto è stato brutale - racconta Filippi - dal posto di guida mi sono ritrovato al posto del passeggero: l'auto che mi ha falciato ha colpito la fiancata ad altissima velocità. Risultato: bacino e costole rotte. I medici non erano sicuri che sarei tornato a camminare".

Di fronte a una prospettiva del genere Filippi, che si mestiere fa il preparatore atletico, si è rimboccato le maniche. Voleva tornare in forma e così è stato. L'incidente è avvenuto a maggio 2016: "Dopo 40 giorni fermo in un letto non è stato facile riprendersi - racconta - ma forte della mia esperienza, ho deciso di dedicarmi totalmente a questo obiettivo".

Nella sua lotta per riconquistare il controllo degli arti inferiori Filippi ha avuto due alleati: l'acqua e una bicicletta. "Passavo anche due ore in mare - spiega il culturista - perché l'acqua permetteva di riacquistare il tono muscolare senza sovraccaricare il bacino. Più tardi ho modificato il sellino della mia mountain-bike". I primi progressi. Poi ancora il corpo, per poter tornare a esibirsi.

"A dicembre ho deciso di partecipare a una gara prestigiosa a Roma, dove sono riuscito a superare le selezioni". Risultato: domenica 16 aprile, per Pasqua, Filippi sarà a Malta per gareggiare nella Diamond Cup, un confronto fra culturisti d'Europa e dei paesi arabi. Aldilà dell'esito, per lui è già un traguardo.

"Il body building non è uno sport - chiarisce Filippi - ma uno stile di vita che spinge verso lo sport e impone determinati ritmi: mi alzo presto, verso le 5, e alle 21 vado a riposare. E' necessaria tanta disciplina e consapevolezza del proprio corpo, oltre alla determinazione". La stessa che Filippi ha usato per ritornare a camminare e a competere a livello internazionale.



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