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giovedì 12 dicembre 2019

Attualità martedì 19 dicembre 2017 ore 06:30

Un luogo di cultura per ricordare Valeria Solesin

Valeria Solesin

Il patio della biblioteca 'Giovanni Gronchi' è stato intitolato alla studentessa italiana vittima dell'attentato al Bataclan di Parigi



PONTEDERA — Gioranta intensa quella di ieri alla biblioteca comunale di via Rinaldo Piaggio, dove il patio centrale è stato ufficialmente intitolato a Valeria Solesin, la ragazza veneziana di 28 anni fu vittima del terrorismo nella strage del Bataclan di Parigi, il 13 novembre del 2015. 

Ricercatrice universitaria, borsista della Sorbona, volontaria di Emergency, ragazza d’Europa morta sotto colpi folli dei terroristi dell’Isis è divenuta il simbolo di una gioventù aperta, cosmopolita che vive in maniera positiva le sfide della vita.

Oltre alla cerimonia di intitolazione altri due eventi: l'installazione dell'opera Natura Meccanica di Sara Puccinelli e la presentazione del libro Educare al patrimonio in una società multiculturale di Anna Bertoncini.

Sara Puccinelli è la vincitrice del primo premio del Concorso d’Arte contemporanea “MotorArt – Premio Pontedera Città dei Motori”, curato da Beatrice De Laurentiis, promosso dall’Associazione “Industria delle Idee” e dal Cral dell’Ospedale Lotti, insieme a Tagete Edizioni. Natura Meccanica è un albero costruito con fili di ferro di riciclo e parti meccaniche del motore della Vespa, rappresenta la vita, la rinascita continua nonostante le difficoltà, il divenire eterno.

Educare al patrimonio in una società multiculturale, scritto da Anna Bertoncini per le edizioni Franco Angeli è il libro vincitore della prima edizione del Premio Valeria Solesin indetto dalla Fondazione Lavoroperlapersona. Illustra i progetti in cui scuole, musei e biblioteche sono divenuti luoghi dove creare e far sviluppare un dialogo tra culture diverse e quindi per il superamento di stereotipi, della xenofobia e di qualsiasi altra espressione di razzismo. Un luogo di riflessione per lo sviluppo e la crescita di una comunità solidale e unita. Anna oggi lavora a Breslavia, in Polonia, per la realizzazione di progetti di promozione culturale e sociale all'interno della città.



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