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domenica 17 novembre 2019

Politica venerdì 20 maggio 2016 ore 12:45

Unione a otto e dipendenti "salvi"

Nell'ultimo consiglio è stata ufficializzata l'uscita di Peccioli, Terricciola, Lajatico e Chianni, votati i bilanci e trasferiti lavoratori a rischio



PONTEDERA — Un'Unione a otto comuni, senza più Peccioli, Terricciola, Lajatico e Chianni. Lo si sapeva da gennaio scorso, ma mercoledì 18 maggio la novità è stata ufficializzata durante la seduta del consiglio.

L'assemblea, che il 29 aprile scorso non si è potuta nemmeno aprire perché la maggioranza che aveva presentato all'ordine del giorno i bilanci consuntivo e preventivo non aveva raggiunto il numero legale, stavolta è parsa in armonia, sia su questi due atti fondamentali che sulla questione dei dipendenti a rischio esubero.

Al momento della richiesta di uscita dei quattro piccoli municipi, l'Unione Valdera aveva alle proprie dipendenze 165 lavoratori a tempo indeterminato, di cui 139 derivanti dal passaggio diretto dai comuni associati e 26 derivanti da nuove assunzioni (incluse mobilità). Secondo lo statuto, i quattro "uscenti" erano obbligati a ricollocare al loro interno i dipendenti che a loro tempo furono trasferiti all'Unione insieme alle funzioni, ma restava una problematica per quei 26 dipendenti stabili assunti dall'ente.

Problematica che sembra sia stata risolta proprio in sede di quest'ultima seduta consiliare attraverso un accordo condiviso fra i secessionisti e gli altri.

Insieme a questo cavillo, l'approvazione del bilancio consuntivo e previsionale ha quindi scongiurato pure il rischio del commissariamento in cui l'Unione poteva incorrere qualora non fosse riuscita ad approvare questi atti fondamentali entro il 20 maggio.

Conclusione: la Valdera ha due Unioni, i sindaci sembrano in armonia, i dipendenti sono salvi. Corollario: inizia un nuovo corso per tutto il territorio e la sfida di una gestione politico e amministrativa da parte di entrambe le Unioni che rielabori costi diversi, ricerchi servizi più efficienti e sappia non solo convivere ma pianificare.

Irene Bauci



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