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martedì 10 dicembre 2019

Attualità mercoledì 02 novembre 2016 ore 10:45

Unione, dipendenti pronti alla mobilitazione

Rsu e lavoratori lamentano mancanza di dialogo sul ricollocamento degli assunti dopo l'uscita di diversi Comuni: "Vogliamo un tavolo di confronto"



PONTEDERA — "Nel caso in cui, nei prossimi giorni, alle richieste non seguano fatti ed atti concreti, siamo disposti a mettere in atto forme di mobilitazione anche all'esterno dell'ente". Questa la seria provocazione che Rsu e lavoratori dell'Unione Valdera hanno lanciato ai sindaci se non si apre un tavolo di confronto per ricollocare ognuno di quei 21 dipendenti direttamente assunti dall'ente in un municipio preciso, dopo l'uscita di diversi Comuni.

Lo scorso 17 ottobre, le Rsu dell'Unione Valdera hanno incontrato i 21 dipendenti in carico all'Unione per discutere della situazione. "Formata inizialmente da 15 comuni - spiegano le rappresentanze sindacali -, ad oggi l'Unione ne conta solamente 8 a seguito dell'uscita di diversi enti, che ha procurato situazioni sicuramente non indolori per il personale dipendente, sia esso proveniente dal comune recedente, sia nuovo assunto. Come più volte ricordato anche pubblicamente dal presidente Guidi - puntualizzano le Rsu -, prendiamo atto dell'esistenza di norme a tutela dei lavoratori a partire dalla LR.68/2001, in base alla quale in caso di recesso e/o scioglimento dell'Unione, il personale dipendente deve essere ricollocato in quota parte tra gli enti aderenti: ecco, noi chiediamo che alle norme seguano atti concreti da parte degli amministratori, atti che che non possano essere stracciati senza conseguenze".

Secondo quanto spiegato in una nota dalle Rsu, già nel giugno 2016 a seguito dell'uscita dei 4 enti dell'Alta Valdera "non c'è stato alcun coinvolgimento delle parti interessate ma si è trattato di una scelta unilaterale, senza criteri specifici che ha tralasciato qualsiasi legge e/o accordo esistente a dimostrazione che non tutto è così scontato".

Nell'aprile del 2015, la giunta dell'Unione approvò una delibera di salvaguardia dei dipendenti che ogni Comune avrebbe dovuto passare all'interno del proprio consiglio comunale. "Ma ci risulta - criticano le Rsu - che i sindaci Gherardini (Palaia) e Terreni (Casciana Terme Lari) non l'abbiano mai approvata, a dimostrazione che qualcuno nonostante le norme, non intende prendersi le proprie responsabilità".

Nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali provinciali hanno richiesto un tavolo di confronto con i sindaci per trattare il ricollocamento dei 21 dipendenti, ma "anche nell'ultima nota a firma del presidente Guidi - dicono le Rsu -, ci è stato risposto di attendere che ci siano le condizioni giuste. Crediamo che le condizioni ed i presupposti per un incontro ci siano già da tempo, per cui abbiamo inviato un'ulteriore nota ai sindaci per richiedere un incontro urgente, pretendendo chiarezza e trasparenza a tutti i livelli anche sull'imminente uscita di Ponsacco in merito alla quale ancora tutto tace".



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