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Attualità venerdì 22 maggio 2015 ore 10:00

Ruggero & Duccio, il memorial e gli amici

Duccio & Ruggero
Duccio & Ruggero

Torna per il quarto anno l'evento che ricorda i due ragazzi pecciolesi scomparsi a pochi mesi di distanza. Le lettere delle persone a loro più vicine



PECCIOLI — In campo per ricordare gli amici di una vita scomparsi a distanza di pochi mesi, come se uno avesse l'urgenza di raggiungere l'altro, nel misterioso mondo della vita e della morte.

Domenica 24 maggio torna per il quarto anno il memorial Ruggero Nocchi, che ricorda il trentenne scomparso per leucemia nel 2011 e l'amico Duccio Tosti, morto un anno dopo in un tragico incidente aereo.

Al campo sportivo di Peccioli alle 15 grande sfida tra due squadre: gli Amici di Tana contro gli Amici di Duccio.

A seguire, in occasione del 25esimo anno della loro attività, scenderanno anche gli Amatori: gli attuali contro le "vecchie glorie".

Poi tutti a cena al centro polivalente, per ricordare, festeggiare ma anche per fare beneficenza. Tutto il ricavato dell'intera giornata verrà infatti donato alla fondazione Faro onlus che sarà presente durante tutta il Memorial.

L'appuntamento è rinnovato e saranno tanti le persone che affolleranno il dentro e il fuori del campo per ricordare Duccio e Tana.

Qui di seguito pubblichiamo la lettera che Duccio scrisse a Ruggero per il primo memorial e subito dopo la lettera che gli amici hanno scritto ai due giovani amici scomparsi.

RUGGERO: L’ANIMA DI UN BIMBO, IL CUORE DI UN UOMO

Ruggero ci hai lasciati meno di un anno fa, ma è come se ogni giorno ci stessi accanto, ricordandoci che la

vita va presa sempre con allegria. È per questo che vogliamo ricordarti con il sorriso, tu che non ti sei mai

perso d’animo e che arrivavi perfino a consolarci quando eravamo tristi perché ti vedevamo soffrire.

Del resto era naturale per te, caro Tanai, pensare agli altri prima di te stesso, e chiunque ti abbia conosciuto

ha impiegato solo pochi secondi per capire quanto fossi eccezionale, quanto calore umano avessi da

trasmettere senza mai chiedere niente in cambio.

Questo Memorial è per te, che qui, su questo stesso manto erboso, hai mosso i primi passi con gli scarpini

e i parastinchi. Qui hai indossato per la prima volta la casacca numero “1” e hai esordito con la maglia

della Pecciolese. Qui hai difeso la porta degli Amatori, la stessa squadra, tutta composta da amici, che con

orgoglio porta adesso il tuo nome.

Ricordi quando da bambini ci allenavamo là dove ora sorge la piscina, quando non esisteva la tribuna,

negli anni in cui Maradona e Van Basten si sfidavano per lo scudetto e tu eri soprannominato il Mareggini

di Peccioli. A volte partivamo a piedi dal paese, e andavamo al campo un’ora prima per provare (senza mai

riuscirci) le acrobazie viste in “Holly e Benji” fantasticando su future convocazioni in nazionale.

Era raro starsene più di qualche minuto senza tirare calci a un pallone in un vicolo, o senza andare a sfidarci

a biliardino, fra un almanacco e un album di figurine. Altrimenti ci impegnavamo in turbolenti tornei di

Subbuteo, con le tribune di plastica gremite da minuscoli striscioni e “miccette” che esplodevano sul panno

verde come fossimo al Maracanà.

E se la “tua” Fiorentina avesse mai dovuto giocare proprio in quel mitico stadio brasiliano, siamo certi che

sugli spalti ci saresti stato anche tu, che la maglia viola hai seguito dappertutto, da Salerno al Delle Alpi.

Noi oggi siamo qui, assieme a tua moglie Antonella, ai genitori Cinzia e Lido, e a tutti quelli che hanno avuto

la grande fortuna di conoscerti, per rendere omaggio a questo straordinario ragazzo, che negli anni si è

conquistato in modo semplice un posto speciale dentro al nostro cuore.

Sappiamo che ci stai guardando, anzi, siamo certi che in questo momento sei lassù che stai organizzando

in contemporanea una partitella con il piccolo Alessio, con Socrates, Garrincha e George Best, mentre San

Pietro fa da arbitro e Sandro Ciotti se ne sta su una nuvoletta a fare la telecronaca per gli angeli;

mi raccomando… niente figurette…

Ciao Tana. Duccio

____________________________________

Un pensiero dagli amici di Ruggero e Duccio...

Non è facile scrivere qualcosa su di voi… ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti. Abbiamo provato a raccontarci quello che siete stati per ognuno di noi. Abbiamo provato a contenere tutto in una sola pagina... ma non ci siamo riusciti. Abbiamo provato a mettere insieme i ricordi che ognuno di noi ha di voi.

Ci abbiamo provato, ci siamo riuniti, ...ma non ci siamo riusciti. Abbiamo ricordato la vostra amicizia, le vostre affinità, le vostre diversità, il rispetto per gli altri, le lotte politiche, il vostro essere destra/ sinistra ma anche sinistra/destra, il vostro modo di sostenere le idee, la vostra generosità, la vostra onestà, i film fatti e quelli da finire, le vostre partite di subbuteo, il vostro amore per la viola, la vostra passione per il calcio, il vostro modo di ridere, le vostre espressioni, i vostri visi, la vostra dignità nella sofferenza, come ridiamo di voi come se fosse ora,

come ci si sofferma un attimo a riflettere e poi di nuovo a ridere perché così voi eravate,

come non sapevate giocare a calcio specialmente Duccio con le sue espulsioni e Tana con le sue uscite alla Power Rangers,

come il divano di pontedera, come il cicchino e caffè borghetti,

come i Rangers e il CB Terrore,come le patacche di Tana e i peli di Duccio,

come le infinite cene giù da Tana,

come lo striscione del G.R., come i piselli della signora di Ghizzano,

come la Pasqua bibbonese,

come tutti quelli che a discorsi hai picchiato,

come le aste infuocate al Fantacalcio dove strapparti il Bati era impossibile,

come le discussioni che “tanto ha sempre ragione lui”,

come le citazioni dei film,

come a Praga col fiestino,

come al negrita col pigiama,

come “alla mia, alla tua, alla nostra, alla vostra,… “,

come il pappagallo Pedro,

come quando l’americano tornò tutto yeah yeahhh…,

come il prezioso MAC,

come la quinta di Tana,

come le cinquemilalire spese di troppo allo stadio,

come l’incendio del piccolo chimico,

come le stecche di biliardo,

come la retromarcia in via Roma,

come la Bravo in bilico sul ponte a pisa,

come il mitico fiestino che lui di storie ne sa,

come passare tre anni d’asilo in trincea,

come la pastasciutta allo stra-ragù,

come vi piaceva nel vostro piccolo essere ultrà,

come eravate adulti ma ancora bambini,

come i capelli di Leo,

come i soldatini nel presepe,

come La leccia,

come su da tana il sabato sera si trasformava in una bombonera,

come sapevate aggregare le persone e fare gruppo,

come... “un applauso allo stambecco”,

Come riuscite ancora ad accomunare tutti noi solo con il vostro ricordo...

COME QUANTO CAZZO CI MANCATE...

come vi ha piacevolmente sopportato la vostra cara Antonella. come durante la stesura di questa lettera, partendo da esperienze, idee e di ricordi diversi, avendo vissuto insieme la tragedia della vostra mancanza, abbiamo capito ciò che ci avete lasciato: tra lacrime, dolore, sofferenza di quei giorni rimane indelebile il ricordo del vostro sorriso, la consapevolezza di ciò che siete riuscirci a trasmetterci e di come la vostra amicizia abbia travalicato i confini della vita. ... questo è il bello di ricordarvi... perché tutto è niente... ma per noi è tutto



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