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Attualità martedì 17 febbraio 2015 ore 13:24

Sabato libero? Per gli studenti sì, per i prof...

A Livorno dal prossimo anno le scuole superiori chiuderanno il venerdì, per risparmiare. E in Valdera? L'opinione di insegnanti e giovani



PONTEDERA — Sabato libero per gli studenti. Lo fanno in gran parte d'Europa, lo faranno dal prossimo anno a Livorno. La Provincia ha inviato una lettera in cui comunica ai presidi delle scuole superiori che da settembre 2015 dovranno concentrare l'orario scolastico in cinque giorni, anziché sei.

Alla base della scelta c'è la necessità di risparmiare. Un provvedimento simile è stato fatto a Parma dove si sono risparmiati 160mila euro. Livorno seguirà l'esempio.

E in Valdera, cosa ne pensano presidi, professori e studenti di questa possibilità? All'entusiasmo degli studenti (“Lo fanno in Europa, perché noi no?”) si contrappone il realismo dei professori che evidenziano alcuni problemi che nascerebbero con un orario più lungo durante la settimana come la necessità di rivoluzionare i trasporti e la mancanza di una mensa.

Presidi e professoriLucia Orsini, preside dell'istituto Montale spiega: “Capisco l'esigenza di dover risparmiare, ma quando una decisione ti arriva così, imposta dall'alto è sempre un po' difficile”. Secondo Orsini bisognerebbe valutare anche lo stile di vita delle famiglie degli studenti: “E' vero che con un giorno in più gli studenti potrebbero rilassarsi o avere più tempo per studiare, ma bisogna guardare anche le famiglie, se una famiglia o un genitore lavora sei giorni su sette magari è in difficoltà ad avere il figlio a casa anche il sabato”. Orsini prenderebbe in considerazione l'ipotesi ma non la proporrebbe mai: “Se arrivassero i genitori con centinaia di firme che chiedono la riduzione a cinque giorni porterei subito la proposta in consiglio d'istituto ma non avrebbe senso, secondo me, proposta dalla presidenza” conclude.

Il professor Marco Mannucci, insegnante al liceo linguistico, sta seguendo anche il percorso partecipativo sul villaggio scolastico insieme all'assessore Canovai e al consigliere Belli. Mannucci spiega: “Ne abbiamo parlato varie volte anche con gli studenti durante gli incontri sul futuro del villaggio scolastico. A loro piace ma bisogna valutarne la funzionalità”. Secondo l'insegnante sarebbe più snello applicare la settimana corta alle classi prime e seconde: “Hanno orari di 27 ore mentre il triennio ne fa 30. Sarebbe più facile ridistribuire l'orario del sabato sugli altri giorni”. Altro argomento delicato è quello dei trasporti: “I pullman per portare i ragazzi? Ci saranno?” conclude Mannucci.

E proprio dalla riflessione sui trasporti riprende l'insegnante Donatella Piccini, dell'Iti Marconi: “A Pontedera abbiamo migliaia di studenti ma la maggioranza sono pendolari. In questo a Livorno è più facile, gli studenti stanno in città”. Secondo Piccini il problema centrale è questo: “Già adesso abbiamo difficoltà perché ci sono ragazzi che per prendere la coincidenza hanno permessi per uscire dieci minuti prima, inoltre uscire alle 14 evidenzia anche un'altra mancanza: non c'è una mensa dopo la chiusura di Easy food”.

Piccini chiude con una proposta: “La qualità della scuola dipende da tanti fattori, in questo caso penso che il problema sia organizzativo. Magari se ci fosse una mensa e gli studenti rimanessero a scuola fino alle 16 sarebbe possibile. Meno carichi di lavoro a casa, un pomeriggio meno pesante dal punto di vista dell'apprendimento e più stimolante...”

Studenti – E' un coro più o meno entusiasta quello che si leva in favore della decisione presa dalla Provincia di Livorno: “Purtroppo faccio la quinta – spiega Carlo Gemignani, rappresentante d'istituto all'Iti Marconi – e se verrà il sabato libero non potrò usufruirne, ma sì l'idea mi piace molto”. Secondo Gemignani ci sarebbero altre cose da cambiare: “Bhè io baratterei tranquillamente tutto giugno a scuola per il sabato libero, due mesi di vacanza sono più che sufficienti, staccare per troppo tempo rende traumatico il rientro”. Il diciannovenne prende poi a esempio quel che accade all'estero: “In Francia ogni tre settimane di scuola ce n'è una di vacanza. Anche questa è una cosa che andrebbe studiata”.

Anche Benedetta Perotti che fa la quinta a ragioneria è d'accordo, per una questione di carichi di lavoro: “Sarebbe un sogno. Penso che ogni studente darebbe qualche ora il pomeriggio per avere un giorno in più libero. Il sabato servirebbe per rilassarsi ma anche per avvantaggiarsi negli studi. Ora che siamo in quinta abbiamo compiti e interrogazioni in maniera serrata. Studiare tre, quattro ore al giorno tutti i giorni è impegnativo e avere il sabato libero sarebbe utile. In più ci avvicineremmo al sistema europeo, in cui viene fatto da tempo”.

L'assenso alla questione viene anche da Verdiana Barsottini, quarta ragioneria: “Lo preferirei sicuramente. I rientri pomeridiani non sarebbero un problema” conclude.

René Pierotti
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