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sabato 19 ottobre 2019

Lavoro venerdì 23 dicembre 2016 ore 16:20

Licenziamenti Ristori, la rabbia di Fiom e Uilm

I due sindacati: "La proprietà ha fatto un vero ricatto. Porteremo in ogni piazza la rabbia dei lavoratori, speriamo diventi una battaglia comune"



SANTA MARIA A MONTE — Il 22 dicembre, dopo la rottura delle trattative, la proprietà delle Officine Ristori di Montecalvoli ha annunciato il licenziamento immediato di 48 lavoratori. La decisione è stata presa nonostante gli appelli arrivati del vice prefetto, dalla Regione e dai sindaci a ritirare i licenziamenti.

Al coro delle proteste si aggiungono anche i sindacati Fiom e Uilm: "L'azienda, nel totale disprezzo istituzionale, si è presentata all'ultimo incontro, con una proposta irricevibile, strumentale e persino ricattatoria, facendo precipitare nel dramma tutti i lavoratori e le loro famiglie".

"La soluzione messa sul tavolo - hanno proseguito Fiom e Uilm - è in aperto contrasto con tutto il percorso di trattativa portato avanti fino ad oggi e che consisteva sostanzialmente nello scongiurare i licenziamenti con un accordo sui contratti di solidarietà della durata di 4 mesi tendente ad individuare misure di contenimemto del costo del lavoro, compresi anche sacrifici economici anche da parte di alcuni lavoratori, in modo tale da ridurre gli esuberi finali e creare una situazione di sostenibilità che garantisse la prosecuzione delle attività lavorative".

"L'azienda, inspiegabilmente - hanno ripreso - si è resa indisponibile a continuare questo percorso e ha messo in campo una soluzione senza nessuna alternativa e possibilità di ulteriore mediazione che ripropone il licenziamento immediato di 48 lavoratori e la minaccia di procedere alla chiusura totale delle attività con il conseguente licenziamento dei rimanenti 68 se in questi giorni i licenziati avessero intrapreso delle cause legali oppure avessero messo in piedi delle iniziative di protesta".

L'atteggiamento della proprietà è stato definito dai due sindacati "un vero e proprio ricatto. Per queste ragioni, i lavoratori hanno deciso di portare in ogni piazza la loro rabbia e la loro protesta civile e metteranno in piedi numerose iniziative con lo scopo di sensilibizzare l'opinione pubblica sulla loro drammatica situazione che purtroppo è comune a moltissimi altri lavoratori delle aziende dell'indotto Piaggio".

"Viviamo in un mondo - hanno concluso - dove i diritti dei lavoratori vengono calpestati ogni giorno, dove il lavoro è diventato una merce e dove non ci sono più limiti all'arroganza, fino al punto che si spediscono le lettere di licenziamento proprio alla vigilia del Natale. I lavoratori della Ristori difenderanno il proprio posto di lavoro e la propria dignità con ogni mezzo, con la speranza che la loro battaglia diventi una battaglia comune, di tutti coloro che hanno a cuore i valori e i principi fondanti della nostra costituzione quali sono il lavoro e i diritti".



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