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Lavoro mercoledì 06 maggio 2015 ore 11:45

Sperimentale Piaggio, nessun progetto nel 2015/16

Uno sciopero dei lavoratori Piaggio
Uno sciopero dei lavoratori Piaggio

I sindacalisti Longo e Selmi denunciano: "L'azienda vuole restare leader in Europa e crescere in Asia. Ma solo a parole". Scioperi in arrivo



PONTEDERA — La Piaggio dice di volersi confermare in Europa e affermarsi in Asia, ma a queste affermazioni non segue nessun investimento, mentre invece aumentano i dividendi per gli azionisti, 114 milioni negli ultimi cinque anni. Vogliamo più trasparenza, cosa vuole fare veramente l'azienda?”.

I lavoratori del reparto Sperimentale della Piaggio di Pontedera (circa 200 persone di cui una quarantina prossimi alla pensione) rendono nota la situazione in cui si trovano da ormai molto tempo: “Le attività del nostro reparto – scrivono Simone Selmi della Fiom e Michele Longo della Uilm - versano ormai da tempo in uno stato di incertezza: l'avvio dello sviluppo di nuovi veicoli o motori è sempre più diradato nel tempo (nessun progetto nel 2015 e, per quel che sappiamo, nel 2016). Non ci sono piani di miglioramento degli impianti, rinnovo dei macchinari, adeguamento alle più moderne tecnologie, non viene posta attenzione alla necessità di ricambio generazionale attraverso l'immissione di giovani e programmi di formazione, con circa un quinto della forza-lavoro prossima alla pensione (circa dieci andranno in pensione tra il 2016 e il 2017, gli altri nel 2018). Situazione che, purtroppo, ha trovato solo conferme nel corso del recente incontro sindacale con il presidente Colaninno: è emerso infatti che l'azienda ha intenzione di rimandare un nuovo ciclo di investimenti a tempi migliori...”.

Non staremo a guardare - “Come lavoratori abbiamo i nostri interessi da difendere: vogliamo tutelare un patrimonio di esperienze e competenze costruito in decenni di impegno e sacrifici da generazioni di operai, tecnici e impiegati, che ha contribuito fortemente allo sviluppo economico e sociale della Valdera. Non ci possiamo permettere che venga dilapidato. E la stessa cosa vale per gli stabilimenti di Noale/Scorzè e Mandello: diciamo fin d'ora che non accetteremo di farci mettere gli uni contro gli altri, ma che invece cercheremo di impostare congiuntamente tutte le iniziative necessarie ad invertire questa preoccupante tendenza per tutto il gruppo”.

Più trasparenza, scioperi in arrivo - “La nostra richiesta, nell'immediato, è quella di una maggiore trasparenza da parte dell'azienda sulle prospettive della ricerca e sviluppo: per questo motivo abbiamo più volte sollecitato un incontro con il direttore di R&D, ma ad oggi non ci è stato accordato. In mancanza di risposte in tempi brevi, in base alla volontà manifestata dai lavoratori in assemblea, proclameremo iniziative di sciopero di tutto il reparto sperimentale, con modalità che verranno definite nei giorni a seguire”.

I numeri che non convincono i lavoratori del reparto sperimentale - “Tutto ciò non ci convince e ci chiediamo quale sia il vero disegno della Piaggio rispetto ad una situazione generale di mercato molto complessa: in Europa i volumi si sono dimezzati in pochi anni a causa della crisi e, rispetto ad una concorrenza sempre più agguerrita costituita ormai da grandi multinazionali spesso presenti anche nell'Auto, Piaggio sconta un'erosione delle quote (scooter: da 27,6 a 24,8 per cento negli ultimi 4 anni). In Asia, dove è concentrato ormai più dell'80 per cento del mercato mondiale delle due ruote, solo i costruttori con un'adeguata massa critica riescono ad attestare un insediamento significativo; per contro la Vespa in India (mercato da oltre quattro milioni di scooter all'anno) non supera i 30mila pezzi annui. Se da un lato le note ufficiali della Piaggio confermano la volontà di mantenere la leadership in Europa ed affermarsi in Asia, dall'altro non riscontriamo azioni (si legga: investimenti) all'altezza del compito. Anzi, quote consistenti degli utili vengono sottratte, anno dopo anno, all'attività industriale per andare a distribuire lauti dividendi agli azionisti (114 milioni negli ultimi 5 anni)” concludono i sindacalisti.



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