Spettacoli Martedì 23 Giugno 2026 ore 17:00
Danza musica e teatro, torna Fabbrica Europa

Prime e anteprime nazionali o assolute: nel cartellone 70 appuntamenti, 130 artisti da 21 paesi. Tutto sul festival nei teatri di Firenze e Pontedera
FIRENZE / PONTEDERA — Musica, danza e teatro con 70 appuntamenti per 40 compagnie e gruppi, oltre 130 artisti da 21 paesi del mondo a offrire tra le altre cose 18 tra anteprime e prime nazionali o assolute: torna con un cartellone lungo un mese sui palcoscenici di Firenze e Pontedera il Festival Fabbrica Europa, quest'anno alla sua XXXIII edizione.
L'appuntamento è col taglio del nastro l'11 Settembre e un fuoco di fila di eventi fino all'11 Ottobre.
I luoghi? Diffusi. Se a Pontedera l'epicentro degli spettacoli sarà il Teatro Era, a Firenze si andrà in scena al Teatro del Maggio Musicale, al Goldoni, al Puccini ma anche al Florida, al Mad e alla Manifattura Toscana.
Il cartellone è stato presentato stamani a Firenze, nella sede della presidenza della giunta regionale toscana a Palazzo Strozzi Sacrati. Presenti l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, il suo omologo al Comune di Firenze Giovanni Bettarini, la responsabile Arte, Attività e Beni Culturali di Fondazione CR Firenze Barbara Tosti, la consigliera con delega alla cultura della Città Metropolitana di Firenze Claudia Sereni, il presidente della Fondazione Fabbrica Europa Luca Dini e i direttori artistici del festival Maurizia Settembri e Maurizio Busìa.
Le anticipazioni
L'apertura è affidata alla grande danza, sul palco del Maggio Musicale con la nuova coreografia del libanese Omar Rajeh dal titolo Dance people. Fra le anticipazioni rivelate ieri, anche le date 25-26 Settembre al Goldoni con Tragudia-il canto di Edipo in cui Alessandro Serra riscrive il mito proiettandolo come un ponte verso una dimensione universale del sapere. Ancora suggestioni dal Libano, poi, con il musicista Rabih Abou Khalil atteso al Puccini per il 9 Ottobre.
Da Firenze a Pontedera, sulle tavole del Teatro Era il 2 e 3 Ottobre arriva il regista Jaroslaw Fret, direttore del Grotowski Institute di Wroclaw, a presentare The Maids-Materials, incentrato su un rifugio per profughi in cui 7 donne lì rinchiuse, provenienti da varie parti del mondo, daranno vita a giochi, rivelazioni e azioni performative nel tentativo di affermare la propria dignità.
Luca Dini ha sottolineato il lavoro su Europa e Mediterraneo come spazio aperto, in una vocazione laboratoriale a ricerca e dialogo tradizionalmente distintiva del Festival su cui ha posto l'accento Cristina Manetti.
La capacità di intercettare le trasformazioni della contemporaneità è stata sottolineata da Giovanni Bettarini, mentre Barbara Tosti ha ricordato coma la Fondazione Cr Firenze sostenga convintamente i principali ambiti delle arti visive e performative.
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