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GIALLO Mazzola giovedì 29 dicembre 2022 ore 07:00

Tutta questione di chimica...

La chimica permea il crime e il giallo sotto molti punti di vista. Essa è presente nel racconto di una morte e conferisce maggiore veridicità ai particolari della storia. C’è poi una chimica dei veleni, che spesso consente all’assassino di uccidere con sostanze altamente tossiche, dissimulando veri e propri omicidi.



PECCIOLI — La chimica coinvolge tutti i sensi e l’aiuto degli odori può essere dirimente nella risoluzione di un giallo.

-Che cos’è la morte? Ci chiediamo dunque leggendo questi romanzi intrisi di mistero. E soprattutto: -Cosa succede ad un uomo quando termina la sua vita? Risponde la chimica.

Anche se la vita finisce, non tutto è già finito. Infatti, si possono mostrare le reazioni della morte quando ancora il corpo vive. La questione è inquietante: dopo aver lasciato questa terra, ci sono ancora molte reazioni chimiche dentro di noi. Il senso è dunque demistificare la morte, cercando di affrancarla dal concetto, piuttosto condiviso, di fine ultima.

In primo luogo, ovviamente, il cuore smette di pompare, ma chi l’ha detto che tutto si ferma? Inizia la coagulazione, un processo biochimico piuttosto complesso. Senza la circolazione, poi, la temperatura corporea si abbassa e i muscoli si irrigidiscono (“rigor mortis”), ma anche questo è un processo dinamico e progressivo.

Tale situazione porta a non poter più respirare, tanto che le nostre cellule non ricevono più ossigeno, impedendo ai mitocondri di produrre Atp, una molecola utilizzata per molte attività, e quindi anche loro muoiono. Ma tutto ciò provoca il rilascio di enzimi detti lisosomiali, che creano un ambiente molto appetibile a batteri e funghi, i quali, a loro volta, iniziano a decomporre il nostro corpo, in modo “vivo”. Anche l’odore terribile dei cadaveri è segno che non è tutto morto: il processo di decomposizione genera infatti dei bioprodotti chimici dall’odore disgustoso, ma anche dimetil disolfuro e trisolfuro dimetile, che, insieme a molti altri gas, gonfiano il nostro corpo mentre il processo continua. In definitiva, entro un anno dalla morte, la maggior parte della carne del nostro corpo si sarà decomposta e, nel giro di quaranta o cinquanta anni, anche le nostre ossa saranno secche e fragili, ma tutto questo processo può durare anche secoli.

“Il corpo umano inizia a decomporsi quattro minuti dopo la morte. Quello che è stato l’involucro della vita subisce adesso la metamorfosi finale. Comincia a digerire sé stesso…” così sentenzia il romanzo tedesco di Simon Becket La chimica della morte (Bompiani, 2006) nel suo incipit. Esso racconta la prima avventura del patologo David Hunter, che si trasferisce in una sperduta cittadina della campagna inglese per fare il medico di base e si trova a dover affrontare un serial killer.

Quando il corpo bizzarramente mutilato di una giovane donna riemerge nelle paludi che circondano il villaggio di Manham, nel Norfolk, il dottor David Hunter non piange solo la perdita di un'amica, ma è costretto a fare i conti con il proprio doloroso passato. David si è seppellito nella sonnolenta cittadina proprio per lasciarsi alle spalle la tragedia familiare che gli ha reso impossibile guardare con distacco clinico la macabra specialità cui doveva la propria fama: l’antropologia forense. I dettagli scientifici conferiscono infatti un senso di autenticità alla storia, che immediatamente prende dei connotati più verosimili.

Citando poi Agatha Christie, dobbiamo sicuramente ricordare fra le vicende biografiche che sono state la chiave del suo successo: il lavoro di assistente in una farmacia durante le due guerre mondiali. Infatti, dietro al bancone una giovane Agatha Christie acquisisce una conoscenza ampia e precisa delle sostanze chimiche più velenose, le stesse sostanze che sono state poi utilizzate nell'intreccio delle sue storie, che hanno reso reazioni e tassi di mortalità ai veleni sempre molto realistici. La Christie iniziò la sua carriera usando le overdosi in gran parte dei suoi scritti, ma ben presto passò a composti più sinistri – tra cui il cianuro e la ricina (sostanze chimiche che oggi più facilmente associamo a thriller di spionaggio).

Ciò che colpisce nell’uso di queste sostanze era la loro l’accessibilità. Il cianuro si trovava nei pesticidi, mentre molte piante tossiche usate nei suoi romanzi (cicuta, gelsomino giallo) si trovavano in un normale giardino all’inglese. Agatha Christie giocava su quello che era considerato normale nella quotidianità. Le sue morti avvenivano più facilmente all’ora del tè, quando la sfortunata vittima sorseggiava ignara una calda bevanda a base di triossido di arsenico, una sostanza non riconoscibile al gusto neanche in dosi massicce. Per la Christie, ciò che era familiare diveniva presto fatale – e chiunque era sospettato.

Nel suo primo romanzo, Poirot a Styles Court (Mondadori) gli abitanti di Styles trovano la ricca signora Inglethorp, moribonda a causa di un avvelenamento da stricnina. E non solo. Ne Il giorno dei morti (Mondadori, titolo originale: Sparkling Cyanide) una quantità di cianuro viene versata nella coppa di champagne di una capricciosa donna. In Miss Marple nei Caraibi (Mondadori) la belladonna è nascosta in una crema di bellezza così da essere in grado di causare turbe psichiche ai personaggi della storia.

Ricordiamo infine il romanzo Chi si ferma è perduto (Sellerio, 2022) l’ultimo bestseller di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, due chimici di formazione, che è soprattutto un romanzo di odori, descritti con perizia chirurgica… un libro da leggere con tutti e cinque i sensi. La protagonista Serena Martini ha un olfatto sviluppatissimo e questo “superpotere” entra nelle indagini della storia pisana.

Marco Malvaldi afferma: “Noi siamo chimici e gli odori sono fondamentali: sappiamo che essi sono legati a molecole, ed è una sensazione molto sincera. L’olfatto è un senso difficile da educare, ma anche obiettivo. Abbiamo cercato di usare la nostra esperienza chimica, unendola anche a un po’ di studio. Ci siamo serviti di vari saggi, libri e articoli scientifici, abbiamo tentato di dare una plausibilità a ciò che raccontavamo, per non scrivere cose che sapevamo potessero essere false”.

A cura dello Staff della Biblioteca Fonte Mazzola di Peccioli

CONSIGLI DI LETTURA:

Perché proprio il giallo a Fonte Mazzola?

Tutto è iniziato nel 2016 con Parole Guardate, il nostro Festival del giallo. Un progetto di contaminazione tra teatro, letteratura e scrittura, per adulti e bambini.

La particolarità del progetto Parole Guardate è stata quella di incentrare le sue attività e gli eventi sulle opere di un unico scrittore: negli anni sono stati protagonisti grandi e prolifici autori come Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Marilù Oliva, Giampaolo Simi, Piergiorgio Pulixi, penne che hanno riscosso molto successo e affetto da parte del pubblico.

La Biblioteca Comunale e Archivio Fonte Mazzola, con i suoi 400 metri quadri di ampiezza e una collocazione spettacolare sul limitare della campagna pecciolese, è stata inaugurata il 26 gennaio 2019. Qui puoi trovare una sezione dedicata al giallo italiano e straniero (americano, inglese, nord-europeo, francese…) e un patrimonio librario composto da ottomila volumi, la preziosa collezione del prof. Arnaldo Nesti, consistente in altri novemila volumi e la donazione del Prof. De Santi, composta da altri mille libri, rari e di pregio, monografici sul cinema.

Tutti gli spazi sono utilizzabili in assenza dell’operatore bibliotecario ogni giorno dalle h. 8 alle 24 (compresi la Domenica e i giorni festivi), tramite un codice personale di accesso. L’iniziativa, unica sul territorio della Valdera, è il fiore all’occhiello della nostra Biblioteca e permette a numerosi studenti e utenti di frequentare in libertà, ma con assoluto rispetto, le sale a disposizione.

Qui troverai una Biblioteca dei Ragazzi con un’ampia varietà di letture dedicate in una luminosa sala, rivolta verso l’Anfiteatro Fonte Mazzola; lo Speaker’s corner, l’angolino del parlato, la nuovissima attività proposta agli utenti dai 6-14 anni in cui un nostro operatore esperto sarà a disposizione per conversare in lingua inglese. Per la fascia di età 8-12 sarà organizzato un circolo di piccoli lettori, dal titolo Dieci piccoli detective: incontri mensili dedicati alla lettura e dinamiche dei romanzi gialli.

Tante le attività della Biblioteca gli incontri del Circolo dei Lettori, il corso di scrittura dal titolo: Storia a tinte gialle, un rinnovamento del Progetto Parole Guardate che si è incentrato sul giallo storico, in dieci appuntamenti che si terranno in autunno a partire dal 10 novembre. Dei benefits sono dedicati ai nostri studenti e ai nuovi iscritti: ad esempio, chi è in possesso del codice di ingresso della Biblioteca può partecipare a Studiare senza stress, tre incontri dedicati al potenziamento della memoria e il miglioramento dei metodi di studio, tenuti dal docente Stefano Intini.

Per celebrare l’importanza della lettura come conoscenza e crescita personale, stiamo per avviare Contemporaneamente. Leggere per comprendere, un’iniziativa legata alla Libroterapia Umanistica, un metodo che parte dalla lettura, per promuovere il benessere psicologico e la crescita personale di ciascuno. Presso la Biblioteca Comunale di Peccioli i lettori hanno avuto a disposizione dal mese di maggio una scatola dove poter inserire i titoli dei libri che hanno rivestito un particolare ruolo di formazione durante la loro vita. I suggerimenti così raccolti stanno per essere elaborati e restituiti in chiave libroterapica dalla psicologa Rachele Bindi i prossimi incontri.


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