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domenica 20 ottobre 2019

Cultura venerdì 07 marzo 2014 ore 15:50

​Un mese a sostegno della sanità pubblica

Parte la campagna “L’8 io lotto” dell’Unione sindacale di base e che toccherà anche l’ospedale Lotti di Pontedera



PROVINCIA DI PISA — Riappropriarsi della sanità pubblica. È l'invito che l'Unione sindacale di base riassume con lo slogan Dall'8 io lotto rivolgendosi ai cittadini della di Pisa e provincia. Durante le 6 iniziative previste saranno allestite mostre che documentano i tagli sulla sanità e sarà predisposta una campagna informativa per tutti i cittadini. Inoltre verrà attuata una raccolta firme per chiedere ai cittadini di sottoscrivere le proposte dell'Usb in materia di sanità in provincia di Pisa.

Secondo gli esponenti del sindacato, la sanità toscana e nazionale, nell'ultimo anno e mezzo, dall'approvazione, nel 2012, della legge regionale sulla spending review, ha subito pesanti tagli in tutti i settori. “Sono stati ridotti i punti nascita, i consultori, i laboratori di analisi, i medici di guardia – elenca Cinzia della Porta – non solo. Hanno tagliato anche i posti letto, accorpato i distretti sanitari, gli appalti di pulizia e le mense nelle strutture sanitarie. Hanno aumentato i ticket e ridotto il servizio del 118. In Italia come negli altri Paesi definì 'Paesi maiali' dall'Unione Europea, la sanità pubblica è semplicemente un costo e si sta programmando di portare la spesa sanitaria dal già basso 7 per cento del Pil al 6 entro il 2017. Questo è quello che ci impone l'Ue”.

Questi sono solo alcuni dei temi della campagna che parte l'8 marzo con un banchetto al mercato Paparelli dalle 10 alle 13. Ma i presidi a Pisa continueranno anche 11 marzo a Cisanello, 12 al Cup di via Garibaldi, il 17 all'ospedale Santa Chiara, il 22 al mercato Paparelli e il 25 all'ospedale Lotti di Pontedera.

Obiettivo dell'Usb è sensibilizzare l'opinione pubblica e riportare la sanità toscana a essere una risorsa invece che un costo. “La sanità non può essere un salvadanaio da cui sottrarre risosrese per fare altre cose – prosegue Cinzia della Porta – siamo arrivati a una situazione insostenibile. I cittadini che possono rivolgersi alle strutture private riescono a curarsi. Gli altri, invece, o non i curano o accettano il servizio sanitario con tutte le sue carenze”.

Secondo l'Usb tutto questo si verifica in un periodo di forte crisi occupazionale dove la riduzione del reddito dovrebbe essere contrastata anche attraverso una sanità migliore che garantisca a tutti i cittadini la possibilità di curarsi. “Anche dal punto di vista del lavoro degli infermieri delle strutture sanitarie il modello adottato dalla Regione Toscana e per intensità di cure ha reso inesistente la professionalità degli operatori che adesso non possono più essere specializzati ma sono costretti a occuparsi di pazienti con patologie diverse ricoverati nello stesso reparto”.

g.m.



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