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venerdì 19 aprile 2019

Attualità venerdì 12 settembre 2014 ore 18:15

Una nuova sezione Aido a Bientina

Domani allo stadio la Partita del cuore... e non solo! Ospite d'onore Reginald Green, padre di Nicholas. In campo la Nazionale italiana trapiantati



BIENTINA — Un triangolare di calcio con un padrino d'eccezione per aprire una sezione Aido a Bientina. Si chiama La partita del cuore... e non solo! ed è in programma allo stadio di Bientina sabato 13 settembre alle 14, organizzata dal comune di Bientina in collaborazione con Aido, l'associazione italiana donatori di organi.

“Avremo con noi Reginald Green e sarà un onore – spiega il sindaco Corrado Guidi -. Green perse il figlio, il bene più prezioso, in terra straniera, ucciso per errore da un proiettile. Subito pensarono alla donazione degli organi. La trovo una risposta incredibile alla violenza”.

Il torneo di calcio vedrà in campo la Nazionale calcio trapiantati, la squadra di medici e infermieri che operano nei trapianti, chiamata Donor dream team e una formazione mista delle contrade del palio bientinese, la Ac denti al palio.

Ma le partite serviranno soprattutto per avvicinare le persone al progetto che sta nascendo a Bientina: “Da lunedì – riprende Guidi – vorremmo iniziare a lavorare a una sezione Aido da aprire qui a Bientina. Allora sì, potremmo dire che il torneo è servito”.

Paolo Ciarfella è il presidente della Nazionale calcio trapiantati. “Questa squadra è nata nel 2010 e conta 40 giocatori, quasi tutti trapiantati. E' la dimostrazione – racconta - che chi ha un trapianto può continuare a vivere normalmente”. Nella rosa anche giocatori famosi come Roberto Mussi che giocò nel Milan di Sacchi e partecipò al mondiale Usa '94 e Paolo Andreotti, idolo della curva nord del Pisa: “Mussi e Andreotti hanno sposato la causa, ma non hanno avuto trapianti. Da un po' di tempo è con noi Alex Muoio a cui è stato trapiantato il cuore. Giriamo l'Italia cercando di far conoscere le nostre storie”.

Storie importanti e che fanno ben sperare per il futuro, anche se la strada da fare è ancora molta, come spiega Federico Finozzi, presidente regionale di Aido e trapiantato 11 anni fa: “In Italia facciamo circa tremila trapianti all'anno, ma la richiesta è di almeno novemila. E' importante donare e la storia di Nicholas ha fatto molto. Il mio messaggio è di fare la scelta di donare, non solo gli organi ma anche il sangue, visto che per ogni trapianto servono venti sacche di sangue”.



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