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Politica sabato 13 settembre 2014 ore 16:40

​Unione Valdera, è tempo di discuterne

Renzo Macelloni
Renzo Macelloni

Visti gli imminenti obblighi di legge, il sindaco di Peccioli Macelloni chiama a rapporto i 13 colleghi sul futuro dell’ente sovra comunale



PECCIOLI — Un incontro che apra al confronto, al dibattito e magari alla lungimiranza, su una tematica importante e delicata qual è quella dell’Unione dei Comuni della Valdera. Il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni va oltre alle polemiche estive sulle deleghe assegnate da Simone Millozzi ai primi cittadini dei 13 Comuni e, con una lettera, si rivolge direttamente al presidente dell’Unione e agli altri colleghi amministratori chiedendo loro di individuare un momento per affrontare con franchezza e rapidità i temi al centro della pubblica amministrazione locale, visti anche gli obblighi di legge da attuare entro il prossimo 31 dicembre.

Ecco, di seguito, la lettera integrale di Macelloni inviata al presidente dell'Unione Millozzi e a tutti i sindaci della Valdera:

Cari Colleghi,

ritengo urgente e doveroso organizzare un incontro dove si affrontino in modo strategico i temi che sono al centro del dibattito dell’Unione dei Comuni individuando una data che trovi la disponibilità di tutti. L’involontaria e casuale polemica sui giornali, che si è consumata ai primi di agosto in merito alle cosiddette deleghe, ha evidenziato alcune questioni di non poco conto sulle quali dobbiamo riflettere; come sarà sicuramente chiaro a tutti le deleghe sono solo l’evidenziatore di una questione ben più consistente.

Vorrei subito affermare, per non essere frainteso, che ritengo il coordinamento dell’unità amministrativa della Valdera un bene dal quale oggi non possiamo prescindere, mi preme ricordare che io insieme ad altri nostri ex colleghi, già molti anni addietro, abbiamo messo al centro della nostra attività amministrativa proprio il rilancio, lo sviluppo e il coordinamento della Valdera. Tale principio non può rappresentare, per nessuna ragione, un limite a un dibattito che possa far emergere problemi e relative soluzioni. Un dibattito è doveroso per diverse ragioni che provo di seguito ad elencare:

• abbiamo affrontato una campagna elettorale con molti nuovi amministratori in cui il tema dell’Unione è stato al centro del dibattito con tonalità e intensità diverse e con posizioni molto articolate. Ben sette Comuni dell’Unione Valdera nei mesi passati hanno avviato processi di fusione di cui due andati a buon fine e uno, seppure per pochissimo, non ha superato il referendum. Pertanto

negli ultimi mesi la geografia politico amministrativa risulta inevitabilmente cambiata;

• cinque Comuni attualmente facenti parte dell’Unione sono sotto la soglia dei 5000 abitanti quindi

hanno la necessità, entro l’anno, di associare quasi tutti i servizi importanti. Di questi, quattro (Comune di Peccioli, Comune di Chianni, Comune di Lajatico, Comune di Terricciola) hanno anche approvato prima delle elezioni amministrative apposite deliberazioni che ponevano in essere un ripensamento su come stare e se stare all’interno dell’Unione;

• ad oggi non è chiaro come i Comuni che sono sopra i 5000 abitanti e quindi non obbligati a mettere insieme funzioni vogliono stare all’interno dell’Unione. Non è chiaro cioè se siano comunque interessati alla gestione associata delle funzioni fondamentali, considerandola una strada virtuosa anche per loro e un’occasione per compiere percorsi di razionalizzazione, evitando così di accentuare le problematiche derivanti dal fenomeno delle geometrie variabili;

• ancora oggi la parte più importante delle funzioni strutturate trasferite e gestite dall’Unione sono quelle delle sei Amministrazioni del Parco Alta Valdera, peraltro il Polo Alta Valdera sta subendo da un po’ di tempo uno svuotamento del proprio ruolo;

• in quella che consideriamo la vera e propria Unione a 13 Comuni, con Santa Maria a Monte in una posizione molto critica, le funzioni fondamentali che vengono gestite, come la scuola e la polizia locale, non possono sicuramente essere inquadrate come servizi strutturati facenti capo a pieno titolo all’Unione dal momento che i centri decisionali e per molti aspetti operativi di fatto sono rimasti nei singoli Comuni.

Per questi motivi ritengo che sia indispensabile una seria e approfondita discussione e a tal fine chiedo al Presidente dell’Unione Valdera di stabilire quanto prima una data concertata con tutti i Sindaci. Una volta che abbiamo chiaro dove vogliamo andare, con chi e con quale intensità vogliamo spingere sul pulsante dell’Unione, a quel punto sicuramente avrà senso parlare di deleghe e compiti da svolgere. Pensare che tutto possa andare come se nulla fosse successo in questo ultimo anno, elezioni comprese, sarebbe un errore imperdonabile.



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