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Cronaca lunedì 23 marzo 2015 ore 20:00

Scelgono la Medina e scampano alla strage

Amedeo e Milojka Pedini

La storia incredibile di Amedeo e Milojka, sopravvissuti all'attentato di Tunisi solo per aver scelto un'escursione alternativa al museo del Bardo



PONTEDERA — Amedeo, ex cascianese, e Milojka, sposati dal 1981, abitano a Pontedera e amano viaggiare. Mercoledì 18 marzo, durante i drammatici momenti dell’attentato al Museo del Bardo, anche loro erano a Tunisi e sono scampati alla morte solo perché, poco prima, avevano deciso di non andare al museo e di fare un giro per la città e per la Medina.

La vacanza di Amedeo e Milojka assomiglia ad un film, tanti sono i punti forti e contrastanti.

"Di solito - ci racconta Amedeo - in questo periodo io e Milojka facciamo una vacanza di due settimane in Egitto ma l’anno scorso, a Dubai, abbiamo conosciuto due coniugi di Firenze ed insieme a loro abbiamo programmato questa crociera nel Mediterraneo. Siamo partiti domenica 15 marzo da Savona, con Costa Crociere, per rientrare ieri, domenica 22 marzo".

Possessori della Carta Vacanze della Costa Crociere, hanno ricevuto dalla compagnia un meraviglioso regalo: pagando il biglietto turistico, hanno potuto pernottare nientemeno che nella suite della nave, con tutti i comfort di lusso e persino il maggiordomo a disposizione.

Amedeo ricorda che la sera prima dell’attentato, durante la cena al ristorante della nave, accanto al tavolo a cui era seduto con la moglie c’era tantissima allegria, un gruppo di dipendenti comunali di Torino che festeggiava un compleanno: si stappavano bottiglie di spumante, si degustavano dolci squisiti, insomma si faceva festa.

Il giorno successivo, l'attentato terroristico avrebbe cambiato per sempre la vita quel gruppo di amici: due persone del gruppo sono rimaste uccise nel museo del Bardo, una terza è ancora ricoverata all’ospedale di Tunisi, ferita troppo gravemente per essere trasferita.

Amedo e Milojka invece non sono stati neppure sfiorati dalla tragedia che si consumava a poca distanza da loro.

"Alla Medina - ci dice Amedeo - ho avuto paura, c’era un’enorme folla, mi sentivo mancare, mi assaliva il timore di perdermi. Una sensazione strana che incosciamente mi consigliava di rientrare alla nave".

"Sulla strada del ritorno, le strade erano stracolme di poliziotti ma noi non sapevamo niente dell’attentato - continua Amedeo - Nessun rumore particolare, nessun segnale da nessuna parte ci aveva insospettito. Al rientro in nave, verso le 12,30, abbiamo cominciato a ricevere le telefonate di parenti ed amici preoccupati che ci chiedevano della nostra salute e ci raccontavano il poco che sapevano sulla strage".

"E’ stato così che abbiamo saputo dell’attentato a cui fortunatamente eravamo scampati - dice Amedeo - Abbiamo acceso la televisione e con i nostri occhi abbiamo visto quello che era successo a due passi da noi. Costa Crociere ha proposto ai passeggeri di rientrare in Italia con un volo aereo. Qualcuno ha accettato ma noi ed i nostri amici fiorentini abbiamo deciso di continuare la nostra crociera".

Amedeo ci ha raccontato che non è la prima volta che si trova in mezzo a disordini di questo genere. Era in Egitto, nel 2005, allo scoppio della rivoluzione, e anche in quell’occasione, malgrado che la Farnesina con un sms lo avesse invitato a rientrare, preferì terminare la sua vacanza.

Alla domanda se abbia avuto paura, Amedeo senza una punta di titubanza ha risposto: "No, per niente!"

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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