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Politica martedì 26 novembre 2013 ore 14:30

​Valdera, il punto sull’Imu

A Ponsacco e Lari l'aliquota più alta, per ritoccarle i comuni attendono le decisioni del consiglio dei ministri, ma è tutto rinviato



VALDERA — A Roma temporeggiano e in Valdera i sindaci non sanno che pesci prendere con l'Imu. Tutti si attendevano una decisione dal consiglio dei Ministri nella giornata di oggi 26 novembre e invece l'indicazione non arriverà, perché il Cdm è stato rinviato a data da destinarsi. L'esecutivo Letta infatti avrebbe dovuto dare indicazioni su quanto lo Stato intende trattenere nel fondo di solidarietà comunale dell'imposta municipale sugli immobili e su quella base i comuni avrebbero ricalcolato l'imposta per garantirsi le risorse per l'assestamento di bilancio che deve essere chiuso entro il 30 novembre. Forse ora potrebbe slittare anche questa data, mentre per il cittadino la data ultima per pagare la seconda rata dell'Imu rimane il 16 dicembre. Intanto oggi il consiglio comunale di Buti potrebbe già rimandare la decisione, aggiornando questo punto dell'ordine del giorno, l'aliquota Imu, alla prossima seduta e quasi tutti i sindaci dell'Unione stanno già pensando a portare la tassa sulla prima casa allo 0,6% se il recupero dello Stato per il fondo di solidarietà dovesse diventare troppo esoso proprio per avere la liquidità per far quadrare i conti di fine anno. Intanto abbiamo cercato di fotografare la situazione attuale in Valdera sulle aliquote Imu, che però potrebbero essere riviste nel giro di pochi giorni. C’è ad esempio il Comune di Peccioli che tiene al minimo l’aliquota sulla prima casa, rinunciando ai proventi comunali e imponendo ai cittadini solo lo 0,2% obbligatorio che andrà direttamente nelle casse statali, ma tira fino al 7,6 l’aliquota sulla seconda abitazione. Al di là dell’eccezione pecciolese però, sull’imposta per la prima casa la Valdera si uniforma abbastanza e si aggira tutta intorno al 4 per mille. Arrivano un po’ più su solo Buti, Bientina e Palaia che fissano l’aliquota rispettivamente al 4,7%, 4,6 e 4,5. Un piccolo aumento forse pensato anche in conseguenza dell’indice catastale, quel numero che rispecchia il valore del luogo in cui sorgono le abitazioni e va a incidere direttamente sull’imposta a carico dei cittadini. Situazione ancora più articolata se si parla poi dell’aliquota ordinaria. In questo caso si va dal minimo del 7,6% di Peccioli, Lajatico e Terricciola, al massimo possibile dell’1,06 per mille adottato da Pontedera, Ponsacco e Lari. Ogni comune ha poi tutte le agevolazioni ed esenzioni fissate, che individuano tante altre vie di mezzo a questi due tipi di aliquote, dagli immobili strumentali di proprietà di un'azienda, a quelli dati in comodato d'uso a parenti di primo grado fino alle abitazioni di persone anziane.

Ecco l'elenco delle aliquote comunali in termini percentuali:

- Pontedera: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 1,06

- Peccioli: prima casa 0,2; aliquota ordinaria 0,76

- Ponsacco: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 1,06

- Santa Maria a Monte: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,96

- Calcinaia: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,86

- Palaia: prima casa 0,45; aliquota ordinaria 0,9

- Capannoli: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,86

- Chianni: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,76

- Lajatico: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,76

- Terricciola: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,76

- Buti: prima casa 0,47; aliquota ordinaria 1,01

- Bientina: prima casa 0,46; aliquota ordinaria 0,99

- Lari: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 1,06

- Casciana Terme: prima casa 0,4; aliquota ordinaria 0,86



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